La Segreteria Nazionale UGL Chimici esprime forte preoccupazione per il quadro determinatosi attorno alle centrali termoelettriche AdI Energia del sito siderurgico di Taranto, a seguito dell’ordinanza n.18 del 13 aprile 2026 del sindaco, che dispone la sospensione dell’esercizio dell’impianto entro 30 giorni, fino alla presentazione del piano di riduzione previsto e alla successiva valutazione degli enti competenti.
In un territorio segnato da anni di tensioni e fragilità, il provvedimento sta generando un clima di forte apprensione tra lavoratrici, lavoratori e famiglie. Una situazione che, secondo il sindacato, richiede parole chiare e un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni.
Per UGL Chimici la tutela della salute e dell’ambiente rappresenta un principio imprescindibile, ma proprio per questo la vicenda deve essere affrontata con rigore tecnico e solidità giuridica, tenendo conto delle conseguenze concrete sulle persone. L’ordinanza richiama il Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario 2024, la mancata presentazione del piano di riduzione relativo ai parametri emissivi arsenico, cobalto e nichel, il principio di precauzione ambientale e il quadro autorizzativo dell’impianto, attualmente esercito in forza di AIA ministeriale.
Si tratta di un contesto complesso, che secondo il sindacato necessita di massima chiarezza sul piano normativo, amministrativo e tecnico. Parallelamente, viene evidenziato il peso industriale e occupazionale della centrale termoelettrica, considerata un nodo essenziale per l’equilibrio impiantistico del sito. La sua eventuale fermata potrebbe compromettere la continuità del ciclo produttivo, con ricadute sull’area a caldo, sugli impianti collegati e sull’intero assetto produttivo.
“Noi diciamo con assoluta chiarezza che la salute viene prima di tutto. Ma proprio perché salute e ambiente sono temi troppo seri per essere affrontati con leggerezza, serve un approccio fondato sui dati, sulla correttezza dei procedimenti e su decisioni proporzionate. Taranto non può continuare a essere trascinata dentro un clima di allarme permanente, nel quale a pagare il prezzo più alto sono sempre le persone che lavorano e le loro famiglie”, dichiarano il Segretario Nazionale UGL Chimici Eliseo Fiorin e il Segretario UTL UGL Taranto Alessandro Calabrese.
“Un provvedimento che può incidere così profondamente sull’assetto del sito e sul lavoro di migliaia di persone impone un confronto immediato e autorevole. Le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto a verità, tempi certi, chiarezza sugli effetti reali delle decisioni assunte e su quali siano le misure concretamente necessarie per coniugare tutela sanitaria, tutela ambientale e continuità occupazionale”, proseguono.
UGL Chimici chiede l’apertura immediata di un tavolo istituzionale che coinvolga Governo, ministeri competenti, enti tecnici, istituzioni territoriali, struttura commissariale e rappresentanze sindacali, ritenendo che la complessità della vicenda non possa essere affrontata in modo frammentato.
“Taranto ha bisogno di serietà, trasparenza e responsabilità. Ha bisogno di difendere senza ambiguità la salute e l’ambiente, ma anche di non scaricare ancora una volta su lavoratrici, lavoratori e famiglie il peso dell’incertezza. Salute, ambiente e lavoro devono stare insieme. Ed è su questo equilibrio che chiediamo a tutti una prova di maturità istituzionale”, concludono Eliseo Fiorin e Alessandro Calabrese.
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