È stata un’esca digitale, un sms apparentemente inviato dalla banca, a dare il via a una truffa che ha portato una donna di 42 anni, residente nel Ferrarese, a trasferire circa 23mila euro verso conti controllati dai truffatori.
L’attività investigativa dei carabinieri della stazione di Poggio Renatico ha consentito di individuare due uomini ritenuti coinvolti nel raggiro, uno residente nel Tarantino e l’altro in provincia di Agrigento. Per entrambi è scattata la denuncia con l’accusa di truffa in concorso.
Secondo quanto ricostruito, la vittima, dopo aver ricevuto il messaggio che segnalava presunte anomalie sul conto, ha contattato il numero indicato, convinta di interagire con un servizio ufficiale. Dall’altra parte, invece, un falso operatore antifrode che, con una comunicazione strutturata e credibile, ha prospettato un imminente rischio per i risparmi.
Nel corso dei contatti, la donna è stata guidata nell’esecuzione di più operazioni bancarie, ritenute necessarie per mettere al sicuro il denaro. In realtà, i bonifici — sette in totale — sono stati indirizzati verso conti nella disponibilità degli indagati.
L’analisi dei flussi finanziari ha permesso di tracciare i movimenti e risalire ai destinatari delle somme. I conti correnti utilizzati sono stati sequestrati e il denaro recuperato è stato trasferito al Fondo unico di giustizia, in attesa della restituzione alla vittima.
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