Numeri in discesa, ma un quadro tutt’altro che rassicurante. Nel territorio ionico i reati denunciati nell’ultimo anno sono stati 14.188, con una flessione del 10% rispetto al 2024. Un dato che, isolato, suggerirebbe un miglioramento, ma che letto nel contesto restituisce un’immagine più complessa, fatta di trasformazioni profonde delle dinamiche criminali.
È questo il senso del bilancio illustrato dal questore Michele Davide Sinigaglia durante le celebrazioni per il 174° anniversario della Polizia di Stato, ospitate al Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro a Taranto.
La criminalità non arretra, cambia forma. Si riduce la componente più visibile e violenta, mentre cresce quella sommersa, legata a evasione fiscale, irregolarità diffuse e infiltrazioni nei circuiti economici. Fenomeni meno percepiti come emergenza, ma capaci di incidere in modo strutturale sul tessuto produttivo e sociale, alterando le regole della concorrenza e consolidando zone grigie difficili da intercettare.
Anche le organizzazioni criminali seguono questa traiettoria evolutiva. Sempre meno esposte sul piano della violenza, sempre più orientate a inserirsi nei flussi economici, sfruttando le fragilità di un contesto segnato da disoccupazione e marginalità. È in questo spazio che si genera una distanza crescente tra il dato reale dei reati e la percezione di insicurezza dei cittadini.
La risposta della Polizia di Stato si articola su più livelli. Da un lato il controllo del territorio, con oltre 6.000 posti di blocco, 140mila persone identificate e 45mila veicoli controllati nel corso del 2025. Dall’altro l’attività investigativa, che ha portato a 373 arresti e più di 5.000 denunce, con particolare attenzione al traffico di stupefacenti, ancora centrale negli equilibri criminali locali.
Resta alta anche la pressione sul fronte delle armi illegali: sequestrate decine di pistole e fucili, migliaia di munizioni e numerose armi da taglio. Sul piano preventivo, si consolidano gli strumenti amministrativi (Daspo, avvisi orali, allontanamenti) utilizzati per intervenire prima che il rischio si traduca in reato, mentre i sequestri patrimoniali colpiscono i patrimoni illeciti con provvedimenti per circa un milione e mezzo di euro.
Il dispositivo di sicurezza si estende anche alla gestione dell’ordine pubblico, con oltre mille servizi garantiti nell’ultimo anno e una pianificazione già avviata per i Giochi del Mediterraneo, appuntamento che richiederà un ulteriore rafforzamento della presenza sul territorio.
Accanto all’attività operativa, si conferma il peso della funzione amministrativa: oltre 9.000 permessi di soggiorno rilasciati, 58 espulsioni e quasi 12.000 passaporti emessi. Numeri che raccontano una domanda crescente di servizi e un’interazione costante tra istituzioni e cittadini.
Nel quadro delineato dal questore emerge anche l’attenzione verso ambiti spesso meno visibili ma altrettanto rilevanti. Tra questi, la sicurezza sul lavoro, indicata come un punto critico in un contesto economico ancora segnato da pressioni e fragilità, e i reati predatori, che continuano a rappresentare una quota significativa delle denunce, in particolare per quanto riguarda i furti di autovetture.
Un capitolo a parte riguarda la violenza domestica e di genere, rispetto alla quale sono state intensificate le attività di prevenzione e protezione, con un approccio che punta a intervenire precocemente sulle situazioni di rischio.
La strategia, ha ribadito Sinigaglia, non può limitarsi alla repressione. La sicurezza è il risultato di un equilibrio che coinvolge fattori economici, sociali e istituzionali. In questo senso, diventano centrali le politiche di prevenzione, gli interventi nelle scuole e le iniziative rivolte ai giovani, pensate per agire sulle cause profonde dei comportamenti devianti.
Il rischio, più che un aumento della criminalità violenta, è quello di una progressiva normalizzazione dell’illegalità diffusa, capace di radicarsi nel quotidiano e di erodere nel tempo la fiducia nelle regole.
A chiudere la cerimonia, la consegna dei riconoscimenti agli operatori distintisi per meriti di servizio. Tra loro, il dirigente della Squadra Mobile Antonio Serpico e il dirigente della Digos Paolo Favia, protagonisti di alcune delle più rilevanti attività investigative condotte negli ultimi mesi nel territorio ionico.
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