Controlli dei Carabinieri forestali dei Nuclei di Martina Franca e Mottola, insieme ai Servizi veterinari della Asl, hanno portato alla denuncia del titolare di un allevamento bovino.
Secondo quanto accertato, l’uomo avrebbe trasformato una depressione naturale, ampliata con scavi, in un’area destinata allo smaltimento illecito di liquami zootecnici, mescolati a rifiuti agricoli e carcasse di animali in decomposizione.
Durante il sopralluogo, i militari hanno rilevato la presenza di concimaie sature e fuori controllo, con liquami che, per pendenza e percolazione, si disperdevano nei terreni circostanti formando accumuli maleodoranti. Parte degli effluenti, seguendo il naturale deflusso, avrebbe attraversato anche una strada provinciale per poi raggiungere aree agricole e una zona classificata a media pericolosità idraulica.
Le verifiche sanitarie hanno fatto emergere ulteriori criticità nella gestione degli animali, con il blocco della movimentazione di capi bovini, avicoli ed equini per carenze nei sistemi di identificazione e registrazione.
I Carabinieri hanno posto sotto sequestro le concimaie e un’area di circa 1.800 metri quadrati. Al titolare vengono contestati reati ambientali per la gestione illecita di rifiuti speciali, stimati in circa 850 metri cubi, oltre alla modifica non autorizzata dello stato dei luoghi in area sottoposta a vincolo.
Nel corso dei controlli è stata accertata anche la presenza di un lavoratore straniero irregolare, impiegato nella gestione dell’allevamento. L’uomo è stato accompagnato all’Ufficio Immigrazione della Questura per le procedure previste.
L’allevatore è stato denunciato alla Procura della Repubblica per reati ambientali e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, mentre il lavoratore è stato segnalato per permanenza irregolare sul territorio nazionale.
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