Momenti di forte tensione in un reparto dell’ex Ilva di Taranto, dove nelle ultime ore si è verificato un episodio che avrebbe potuto trasformarsi in un grave infortunio sul lavoro.
A denunciare quanto accaduto sono i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di Fim, Fiom, Uilm e Usb. “Si è verificato un episodio di estrema gravità che solo per pura casualità non si è trasformato in un infortunio grave”.
Secondo la ricostruzione sindacale, l’incidente è avvenuto durante la movimentazione delle bramme. “Durante le operazioni di movimentazione delle bramme tramite il carroponte n. 54, il carico è stato perso improvvisamente durante il trasferimento dal passante allo scarico dei carri del reparto Log MPB”.
Alla base dell’episodio ci sarebbero criticità già note. “Le bramme sono scivolate a causa dello stato di evidente usura delle ‘scarpette’ di presa, una condizione già segnalata ripetutamente sia verbalmente che in check list dai lavoratori. A rendere ancora più grave la situazione, è stato l’avvallamento dei binari, che ha contribuito in modo determinante alla perdita di stabilità del carico”.
I sindacati parlano di una situazione non più sostenibile. “Ancora una volta ci troviamo di fronte ad attrezzature utilizzate in condizioni non idonee, segnalazioni ignorate, mancanza di interventi concreti su problemi strutturali evidenti. È inaccettabile continuare a lavorare in queste condizioni, dove la sicurezza viene sistematicamente messa in secondo piano”.
Nella nota viene chiesto un intervento immediato e strutturale. “Denunciamo con forza quanto accaduto e chiediamo interventi immediati e non più rinviabili: sostituzione urgente delle ‘scarpette’ usurate, ripristino immediato dei binari, verifica straordinaria di tutti i carriponte e delle attrezzature di sollevamento. In assenza di risposte concrete e tempestive, verranno attivate tutte le procedure di segnalazione agli enti competenti”.
L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da gravi precedenti, dopo i due incidenti mortali avvenuti nello stabilimento nei mesi di gennaio e marzo, costati la vita agli operai Claudio Salamida e Loris Costantino.
Intanto, azienda e organizzazioni sindacali hanno avviato un percorso di confronto sulla sicurezza, con un calendario di riunioni tecniche che si svilupperà tra aprile e luglio, a partire dai parchi minerali e dall’agglomerato fino all’acciaieria 2.
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