Dal laboratorio di Josef Mengele ai casi di cronaca che hanno segnato l’Italia, da Chiara Poggi a Patrizia Nettis, da Gessica Disertore a Liliana Resinovich: ottant’anni di dolore, inganno e ricerca di verità diventano materia scenica in “Medicina Criminale”, spettacolo di teatro civile che mette al centro il rapporto tra medicina, potere e responsabilità.
“Questo spettacolo – spiega Bacco – nasce dall’urgenza di restituire dignità alla verità e alla coscienza critica. La medicina non può diventare strumento di potere né terreno di interessi che tradiscono la sua funzione originaria: la cura. ‘Medicina criminale’ non vuole offrire risposte comode, ma riaprire domande che sono state frettolosamente chiuse.”
Lo spettacolo si configura come un atto culturale e civile in cui la parola si fa indagine e la musica diventa memoria, affrontando tematiche complesse e spesso controverse.
“Lo script nasce da un’urgenza etica prima ancora che professionale. Ho sentito la necessità di portare fuori dai circuiti specialistici una riflessione sul rapporto tra medicina, potere e responsabilità. Il titolo è forte perché forte è il momento storico che stiamo attraversando. Vorrei smuovere nello spettatore il coraggio di interrogarsi, di non delegare sempre ad altri il proprio giudizio, di tornare a esercitare il pensiero critico.”
“Medicina Criminale” si rivolge a un pubblico ampio, composto da cittadini, operatori sanitari, studenti e intellettuali, ma è vietato ai minori di 18 anni.
L’appuntamento è fissato per il 30 aprile 2026 alle ore 21.00 al Teatro Orfeo di Taranto, in via Pitagora 78.
Il lato oscuro della medicina prende forma sul palco in uno spettacolo che punta a stimolare riflessione e consapevolezza.
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