Si alza il livello dello scontro sul futuro di Kyma Ambiente. Le organizzazioni sindacali denunciano di aver appreso da notizie di stampa possibili ipotesi di fallimento pilotato o esternalizzazione del servizio, senza alcun confronto attraverso i canali istituzionali.
A firmare la nota sono FP CGIL, UILTrasporti, FIT CISL, Fiadel e SIULS, che puntano il dito anche contro la maggioranza, accusata di non aver mantenuto gli impegni sul carattere pubblico dell’azienda e sul percorso di risanamento.
“Apprendiamo con stupore e sgomento come ancora una volta i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali debbano apprendere di fantomatiche operazioni di fallimenti pilotati e/o esternalizzazione del servizio di raccolta di rifiuti da notizie stampa e non attraverso i canali istituzionali”.
“Ancora più grave è la circostanza che ciò sarebbe stato deciso in una riunione di maggioranza, quella stessa maggioranza che a più riprese ha sempre garantito il mantenimento della natura pubblica dell’azienda e l’impegno in un’opera di risanamento aziendale a tutela del decoro urbano e dei livelli occupazionali”.
“Incominciamo a pensare che il rapporto tra socio unico e lavoratori di Kyma Ambiente sia caratterizzato dal “coraggio di non dire la verità”!”.
“Per questo riteniamo che ormai il “velo del tempio si è squarciato” e che ora pretendiamo chiarezza!!! Non ci fermeremo e ora chiediamo a gran voce che chi ha avuto la responsabilità di aver creato questa situazione ne risponda non solo politicamente, ma anche davanti alla magistratura ordinaria e contabile”.
I sindacati annunciano iniziative immediate: è stata richiesta un’audizione in Commissione Ambiente della Regione Puglia e per martedì 31 marzo, dalle ore 10, è stato organizzato un sit-in dei lavoratori davanti a Palazzo di Città.
“Taranto non merita questo! Noi non ci rassegniamo all’idea si un servizio privatizzato e lotteremo fino alla fine per garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e un servizio degno di una città europea”.
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