Sarà Gioele Dix il protagonista del prossimo appuntamento al Teatro Orfeo di Taranto. Venerdì 20 marzo, alle ore 21, l’attore e autore milanese salirà sul palco con “Onderòd”, spettacolo che raccoglie alcuni dei suoi monologhi più noti e rappresentativi.
Lo spettacolo propone un repertorio che riflette e ironizza su mode, abitudini e fragilità del presente, attraversando vizi pubblici e privati con quella comicità a tratti feroce che da sempre contraddistingue la scrittura di Gioele Dix, in costante equilibrio fra leggerezza e insofferenza.
Al centro della scena c’è una sorta di ritratto dell’Italia contemporanea, alle prese con contraddizioni vecchie e nuove: dal mito del ritorno alla campagna all’assenza di senso civico, dal salutismo esasperato all’invadenza diffusa, passando per l’educazione dei figli, la mania del gioco e delle lotterie, l’indisciplina quotidiana, i disservizi ferroviari e aerei, la ricerca ossessiva dell’amicizia e la diffusa schiavitù della furbizia.
Tra i momenti più attesi anche uno spazio dedicato al personaggio dell’automobilista, maschera contemporanea che Gioele Dix ha costruito e affinato nel tempo, trasformando l’osservazione critica di se stesso alla guida in uno dei suoi tratti comici più riconoscibili, anche grazie alla lunga esperienza televisiva.
A completare la drammaturgia di “Onderòd” saranno inoltre alcuni brevi racconti originali accompagnati da commento musicale: “Il concerto diretto da Dio”, “L’uomo che voleva ringiovanire” e “Fortune e sfortune di un uccellino”. Storie surreali, buffe e paradossali, attraverso le quali l’artista mette in campo anche le sue qualità di narratore e autore satirico.
In scena con lui ci sarà Savino Cesario, chitarrista e compositore, collaboratore di lunga data, che accompagnerà lo spettacolo con la sua sensibilità musicale.
Gioele Dix, pseudonimo di David Ottolenghi, è attore, comico, regista e scrittore. Ha esordito a teatro negli anni Settanta, muovendo i primi passi tra il Derby Club e il Teatro degli Eguali. Nel corso della sua carriera ha lavorato con Franco Parenti e Sergio Fantoni, per poi affermarsi presso il grande pubblico anche come cabarettista in programmi televisivi come “Zelig” e “Mai dire gol”. Parallelamente ha costruito un solido percorso teatrale, alternando classici e monologhi originali.
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