Un momento di confronto pubblico dedicato al tema della violenza di genere e alle strategie di prevenzione. È quello promosso dal Comune di Grottaglie in collaborazione con l’ASL di Taranto, l’Ambito Territoriale Sociale di Grottaglie, il Centro Antiviolenza Sostegno Donna e l’associazione Alzaia Onlus Ets.
L’incontro si terrà martedì 17 marzo alle ore 16:30 nella Sala consiliare del Comune di Grottaglie e sarà aperto alla cittadinanza, agli operatori dei servizi sociali e sanitari e alle associazioni impegnate sul territorio nel contrasto alla violenza.
Al centro dell’appuntamento ci sarà il ruolo dei Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV), strumenti sempre più importanti all’interno della rete dei servizi che si occupano della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere.
Durante l’incontro interverranno Marilena Annichiarico, responsabile dell’Ambito Territoriale Sociale di Grottaglie, Ida De Carolis, assessora alle Politiche sociali del Comune di Grottaglie, Carmen Palazzo, coordinatrice del Centro Antiviolenza Sostegno Donna, e gli psicologi psicoterapeuti Sergio Gatto e Francesca Leopardi dell’equipe CUAV dell’ASL Taranto.
I Centri per uomini autori di violenza rappresentano un tassello complementare rispetto ai Centri antiviolenza. L’obiettivo è lavorare non solo sulla protezione delle vittime, ma anche sul cambiamento dei comportamenti violenti attraverso percorsi di responsabilizzazione e rieducazione.
“Da sempre sosteniamo che per interrompere il vortice della violenza di genere non basti inasprire le pene: quando si arriva alla sanzione penale, purtroppo, è già troppo tardi. Una vittima ha già subito. Una famiglia è già stata distrutta. Il diritto penale può punire, ma da solo non cambia le persone e non salva le vite. Per questo crediamo con convinzione che sia necessario agire su più fronti contemporaneamente: sul sostegno alle donne che subiscono violenza, certo, ma anche – e questa è la sfida più difficile e più scomoda – sugli uomini che la violenza la agiscono”.
” I percorsi per uomini autori di violenza sono un importante strumento di prevenzione. E questa logica vale anche – e forse soprattutto – per chi si trova in una situazione di reclusione carceraria. Il carcere non può essere solo un luogo di espiazione: deve essere un’opportunità di trasformazione. Un uomo che ha commesso violenza e che non viene accompagnato in un percorso serio di rielaborazione del proprio agire, una volta uscito rappresenta ancora un rischio. Un uomo che invece intraprende un percorso autentico di riconoscimento della responsabilità, di gestione delle emozioni e di rieducazione alla relazione, può davvero reinserirsi nella società senza reiterare comportamenti violenti. È questo il senso più profondo della pena: non la vendetta, ma il cambiamento”.
L’iniziativa vuole essere anche un momento di sensibilizzazione per la comunità locale e un’occasione di approfondimento per operatori e istituzioni che lavorano quotidianamente sul territorio.
“Invitiamo tutta la cittadinanza, gli operatori e le istituzioni a partecipare a questo incontro: il cambiamento culturale si costruisce insieme e comincia dal coraggio di affrontare anche le parti più scomode del problema”.
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