La segreteria cittadina del Partito Repubblicano Italiano di Taranto, guidata da Lucilla Piccione, esprime un giudizio fortemente critico sul Documento Unico di Programmazione (DUP) 2026-2028 approvato dal Comune. Secondo il PRI, il documento, composto da oltre 270 pagine, risulterebbe amministrativamente coerente ma politicamente privo di una visione strategica, limitandosi a elencare obiettivi e intenzioni senza indicare tempi e strumenti concreti di realizzazione.
Tra i punti evidenziati nella nota diffusa dal partito emerge il tema dello spopolamento. Dai dati contenuti nello stesso DUP si registra un calo della popolazione residente, passata dai 188 mila abitanti del 2022 ai 185 mila del 2024.
“Taranto perde giovani e competenze, ma nel DUP manca una strategia per fermare lo spopolamento”, osserva la segreteria cittadina del PRI. Secondo il partito il documento non conterrebbe misure strutturate in grado di affrontare il fenomeno, né politiche abitative attuabili o incentivi capaci di favorire la permanenza delle nuove generazioni in città.
Critiche vengono rivolte anche alle politiche di gestione dei rifiuti e al progetto dei cassonetti cosiddetti “intelligenti”, insieme al sistema di trasporto pneumatico dei rifiuti. Secondo il PRI si tratta di interventi che hanno comportato una spesa complessiva superiore ai 10 milioni di euro.
“Il risultato è sotto gli occhi di tutti: cassonetti inutilizzati, degrado diffuso e proteste dei cittadini”, si legge nella nota. Il partito sottolinea inoltre come nel DUP non venga chiarito quale sarà il piano industriale futuro di Kyma Ambiente né vengano indicate responsabilità rispetto a quello che viene definito uno spreco di risorse pubbliche.
Un altro tema al centro delle critiche riguarda il progetto del sistema BRT. Il PRI richiama le proteste che hanno accompagnato l’abbattimento di numerosi alberi lungo i tracciati previsti per il nuovo sistema di trasporto rapido.
Secondo il partito, molti cittadini avrebbero percepito gli interventi come una “deforestazione urbana”. Solo dopo le proteste l’amministrazione avrebbe diffuso dati relativi alle future piantumazioni, che tuttavia resterebbero ancora da verificare. Vengono inoltre sollevati dubbi tecnici sulla compatibilità degli autobus da 18 metri con alcune strade e snodi viari della città.
Sul tema interviene anche il consigliere comunale del PRI Mirko Di Bello. “L’abbattimento di centinaia di alberi ha rappresentato una scelta molto contestata dalla cittadinanza e che continua a sollevare interrogativi. Il criterio che dovrebbe guidare un buon amministratore non è quello della semplice compensazione, ma quello del recupero del patrimonio arboreo esistente, ogni volta che ciò sia possibile. A questo si aggiungono dubbi tecnici sulla reale compatibilità di autobus da 18 metri con il tessuto viario di Taranto”.
Nel documento diffuso dal partito viene inoltre analizzata la situazione finanziaria del Comune. Secondo il PRI il sistema economico dell’ente continuerebbe a basarsi in larga parte sulla tassazione locale e sui trasferimenti pubblici legati a fondi esterni.
Molti interventi di rigenerazione urbana e opere infrastrutturali dipenderebbero infatti da finanziamenti vincolati, tra cui quelli del PNRR e del CIS, circostanza che renderebbe l’attuazione dei progetti esposta ai possibili ritardi burocratici. Per questo il partito sottolinea la necessità di un monitoraggio costante e di una maggiore trasparenza verso i cittadini.
Nella nota si affronta anche il tema dei Giochi del Mediterraneo 2026. Il PRI evidenzia il rischio che le strutture realizzate per l’evento possano restare inutilizzate dopo la manifestazione sportiva.
“Senza una gestione manageriale degli impianti nel periodo successivo all’evento, il rischio è quello di ritrovarsi con nuove cattedrali nel deserto destinate al degrado”.
Secondo il Partito Repubblicano Italiano, Taranto avrebbe bisogno di una strategia politica più definita, capace di puntare su settori come economia del mare, cultura e rigenerazione della Città Vecchia, accompagnata da una scelta chiara di superamento delle produzioni industriali inquinanti.
“Una città non si misura dal numero delle pagine dei suoi programmi, ma dalla capacità di trasformarli in futuro”, conclude la nota della segretaria cittadina Lucilla Piccione. “La domanda resta aperta: questa Amministrazione sta accompagnando Taranto verso il futuro o si limita ad amministrarne il declino?”.
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