Un momento di confronto pubblico per informare i cittadini sui contenuti della riforma della giustizia e sulle consultazioni referendarie in programma il 22 e 23 marzo. Si è svolto questa sera, nell’aula consiliare del Comune di Montemesola, l’incontro promosso dal circolo Arci Terra Rossa di Montemesola, che ha riunito esponenti del mondo giuridico e associativo per discutere della riforma costituzionale e delle sue possibili conseguenze sul sistema giudiziario.
All’iniziativa hanno partecipato Francesco Sansobrino, magistrato presso il Tribunale di Taranto, l’avvocato Emanuele Franco di Arci Gagarin Taranto e il professore Riccardo Pagano, presidente dell’ANPI Taranto. L’incontro si è aperto con i saluti di Donato Alba, del circolo Arci Terra Rossa, che ha evidenziato l’importanza di promuovere momenti di informazione e partecipazione su temi che riguardano direttamente il funzionamento delle istituzioni democratiche.
A moderare il dibattito è stato l’avvocato Daniele Fornaro, socio del circolo organizzatore, che ha guidato gli interventi dei relatori e il confronto con il pubblico presente.
Tra gli interventi più articolati quello del magistrato Francesco Sansobrino, che ha espresso una posizione critica rispetto alla riforma oggetto del referendum. “Questa è una riforma non della giustizia ma della magistratura che tende a far diventare il pubblico ministero un avvocato dell’accusa svincolato dal giudice”, ha spiegato nel corso dell’incontro.
Secondo Sansobrino, alcuni dei meccanismi previsti dalla riforma rischierebbero di incidere sull’equilibrio istituzionale e sull’autonomia della magistratura. “Introduce un metodo per l’elezione degli organi superiori della magistratura offensivo per la democrazia e indebolisce l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati”, ha aggiunto.
Il magistrato ha inoltre richiamato l’attenzione sull’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare, prevista dal progetto di riforma. “Crea un’alta corte che rischia di rendere meno sereno il giudice quando dovrà tutelare i diritti dei più deboli”.
Nel suo intervento Sansobrino ha anche sottolineato l’attività di informazione portata avanti nelle ultime settimane in diverse realtà del territorio. “Noi stiamo cercando di convincere, di informare innanzitutto le persone a informarsi nel merito di questa riforma. Lo stiamo facendo paese per paese, associazione per associazione”.
Un lavoro di sensibilizzazione che, secondo il magistrato, starebbe già producendo effetti anche sull’orientamento dell’opinione pubblica. “Gli ultimi sondaggi ci dicono che questa competizione referendaria ci sta dando ragione, perché i cittadini quando si informano vanno a votare e vanno a votare no”.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche l’avvocato Emanuele Franco, di Arci Gagarin Taranto, che ha definito la riforma “inutile e pericolosa”. Secondo Franco si tratta di un intervento normativo che non affronta le criticità più urgenti del sistema giudiziario. “È inutile perché non risolve alcun problema urgente”, ha spiegato.
Allo stesso tempo, ha aggiunto, si tratterebbe di una riforma che rischia di incidere sugli equilibri istituzionali. “È pericolosa perché altera profondamente quelli che sono i poteri dello Stato, intervenendo sulla composizione del Consiglio superiore della magistratura”.
In vista dell’appuntamento con le urne, Sansobrino ha infine ribadito la convinzione che una maggiore conoscenza del contenuto della riforma possa incidere sulla scelta degli elettori. “Siamo agli sgoccioli ma siamo sicuri che i cittadini italiani abbiano ben compreso quali sono le ragioni e le finalità per cui dire no alla riforma costituzionale”.
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