Nuovo allarme sicurezza all’interno dello stabilimento siderurgico dell’ex Ilva di Taranto, dove nelle scorse ore si è verificato un cedimento del manto stradale lungo una delle arterie interne utilizzate quotidianamente da lavoratori e mezzi, anche pesanti. Fortunatamente l’episodio non ha provocato feriti.
A segnalare l’accaduto sono le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb, che hanno inviato una comunicazione al direttore dello stabilimento. Secondo quanto riportato nella nota, il cedimento si è verificato durante il turno di notte, concluso alle 7 di oggi, nel tratto di strada che costeggia i reparti Tna2 e Dbs2.
Si tratta del treno nastri, dove si producono le bramme di acciaio, e del deposito bramme. Attualmente è in funzione il treno nastri 2, mentre il numero 1 risulta fermo da tempo.
“Durante il turno di notte – scrivono i sindacati – si è verificato un significativo cedimento del manto stradale nel tratto che costeggia i reparti Tna2 e Dbs2”. Secondo quanto appreso dalle sigle, in corrispondenza della zona interessata dal cedimento sarebbe presente una tubazione interrata.
Una situazione che i sindacati definiscono estremamente grave, sottolineando come l’episodio avrebbe potuto compromettere seriamente l’incolumità dei lavoratori e la sicurezza dei mezzi in transito. Le organizzazioni chiedono quindi all’azienda di conoscere il piano dettagliato degli interventi di messa in sicurezza adottati e un’analisi approfondita delle cause che hanno generato l’evento.
Le sigle non escludono inoltre il coinvolgimento degli enti ispettivi di controllo. A corredo della segnalazione è stata diffusa anche una fotografia che mostra una vasta buca nell’asfalto. La strada interessata è stata temporaneamente chiusa al traffico interno.
L’episodio riaccende i riflettori sul tema della sicurezza nello stabilimento, già al centro delle preoccupazioni sindacali dopo due incidenti mortali avvenuti negli ultimi due mesi. Il primo risale a metà gennaio, quando un lavoratore perse la vita al convertitore 3 dell’acciaieria 2. L’ultimo si è verificato lunedì scorso nell’area dell’agglomerato, dove viene preparata la carica destinata agli altiforni.
La questione sicurezza è stata affrontata anche nel vertice del 5 marzo a Palazzo Chigi tra Governo, azienda e rappresentanze dei lavoratori. In quella sede Giancarlo Quaranta, uno dei tre commissari di Acciaierie d’Italia, ha spiegato che dopo l’incidente di gennaio è stato avviato un lavoro di revisione delle procedure di sicurezza.
“Dopo l’incidente di gennaio scorso abbiamo avviato un lavoro di revisione delle procedure di sicurezza – ha dichiarato Quaranta –. La fase operativa è sempre preceduta da una serie di attività preliminari di manutenzione che abbiamo dispiegato in maniera capillare proprio in vista della ripartenza e che devono essere analizzate con attenzione per garantire la massima sicurezza”.
Il commissario ha inoltre espresso disponibilità ad aprire un confronto con i sindacati sulle procedure, sul numero di addetti alla manutenzione e sul rapporto con le aziende terze.
Su sollecitazione delle organizzazioni sindacali, il ministero del Lavoro ha convocato per il 12 marzo una riunione specifica dedicata proprio al tema della sicurezza nello stabilimento tarantino.
Nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi i sindacati hanno anche evidenziato al Governo la necessità di risorse adeguate per programmare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, sottolineando come attualmente tra il 50 e il 60 per cento del personale addetto alle manutenzioni sia in cassa integrazione.
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