Il Coordinamento territoriale UIL-PA MIC e la RSU del Museo Archeologico Nazionale di Taranto intervengono duramente contro il mancato rinnovo dei contratti dei lavoratori a tempo determinato assunti dal Ministero della Cultura durante l’emergenza sanitaria.
Secondo il sindacato, dopo anni di servizio e professionalità dimostrata, i lavoratori sarebbero stati lasciati senza prospettive di stabilizzazione.
“Quasi sei anni in cui il mondo ha conosciuto uno sconvolgimento senza precedenti, capace di mettere in dubbio tutte le nostre speranze in un futuro più luminoso. Eppure, non sono stati sufficienti al Ministero della Cultura per riconoscere, con una giusta e doverosa stabilizzazione, l’enorme impegno e la grande professionalità dei lavoratori a tempo determinato che hanno prestato servizio a beneficio dell’intera collettività”.
Il sindacato parla apertamente di una decisione ingiusta e penalizzante per chi ha contribuito al funzionamento delle istituzioni culturali anche nei momenti più difficili.
“Oggi, il Ministero ha pensato bene di rispedirli a casa e di non rinnovare i loro contratti, dimostrando nei fatti che queste persone sono state assunte solo per tappare situazioni emergenziali. È una pagina vergognosa della nostra storia, un’onta all’immagine di uno Stato che si definisce giusto e democratico, nonché un’offesa imperdonabile alla meritocrazia”.
Il Coordinamento territoriale UIL-PA MIC e la RSU del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, direttamente coinvolti nella vicenda, si dichiarano pronti a portare avanti la battaglia sindacale per la stabilizzazione dei lavoratori precari.
“Non è possibile cancellare con un colpo di spugna il lavoro eccellente svolto dai precari per il nostro Museo; un impegno andato spesso ben oltre quanto concretamente richiesto dal contratto. In questi anni abbiamo conosciuto non solo validi colleghi, ma amici e confidenti che hanno arricchito la nostra struttura. E adesso, dove sono? Cosa fanno? Dobbiamo forse aspettare un’altra pandemia per riaverli tra noi? O magari un terremoto?”
Il sindacato critica inoltre le logiche che, a suo avviso, hanno guidato la decisione del Ministero.
“Alle logiche spersonalizzanti, che vedono i lavoratori come miseri ingranaggi da usare alla bisogna, la Uil-Pa NON CI STA. Alle logiche puramente economiche, che considerano queste persone solo come buste paga in meno da erogare, la Uil-Pa NON CI STA. Alle logiche miopi e apatiche di chi non si interessa del futuro di queste famiglie e delle loro necessità, la Uil-Pa NON CI STA”.
Per questo motivo il sindacato chiede un intervento immediato da parte delle istituzioni.
“Pretendiamo un’immediata stabilizzazione: è il minimo che lo Stato possa e debba fare per i nostri colleghi” dichiarano Franco Villani, coordinatore territoriale UIL-PA MIC, e Domenico D’Onchia, RSU UIL-PA Museo Archeologico Nazionale MArTA.
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