La decisione di cedere gratuitamente all’estero la Nave Garibaldi suscita dispiacere e perplessità nella Camera di Commercio di Brindisi-Taranto, che nei mesi scorsi si era impegnata affinché l’unità potesse restare a Taranto e diventare un simbolo di rilancio per l’intero territorio ionico.
“Accogliamo questa decisione con dispiacere. Per mesi abbiamo lavorato per immaginare un futuro diverso per la Nave Garibaldi: un futuro che la vedesse restare a Taranto, al servizio della comunità” commenta il presidente della Camera di Commercio Vincenzo Cesareo.
L’ipotesi sostenuta dall’ente camerale prevedeva la donazione della nave alla città e la sua trasformazione in un grande Museo del Mare, inserito nel più ampio programma di rigenerazione urbana. Il progetto avrebbe potuto affiancare alla funzione culturale anche quella di struttura di ospitalità innovativa dedicata al turismo esperienziale.
“La Garibaldi avrebbe potuto diventare un unicum nel panorama internazionale: un museo vivo, ma anche una foresteria capace di offrire un’esperienza di soggiorno straordinaria, legata alla storia navale italiana e alla vocazione marittima della città. L’iniziativa avrebbe assunto un valore strategico anche in vista dei Giochi del Mediterraneo previsti a Taranto nell’agosto del 2026, quando la città dovrà far fronte a una domanda di accoglienza superiore alla disponibilità attuale di posti letto” aggiunge Cesareo.
Secondo la Camera di Commercio, proprio in occasione dei Giochi del Mediterraneo Taranto potrebbe trovarsi a fronteggiare una significativa carenza di strutture ricettive.
“Se avessimo avuto la disponibilità della nave per tempo, questa avrebbe potuto contribuire concretamente a colmare il gap, offrendo posti aggiuntivi e allo stesso tempo valorizzando un simbolo della nostra storia navale”.
Per l’ente camerale la scelta rappresenta quindi un’occasione mancata non solo per Taranto ma anche per una più ampia strategia di valorizzazione delle infrastrutture dismesse.
“Comprendiamo che la cessione possa avere una valenza nelle relazioni e nella cooperazione internazionale, ma resta il fatto che questa operazione non porterà risorse economiche al nostro Paese. Al contrario si sarebbe potuto compiere una scelta orientata alla crescita dei territori, generando sviluppo, turismo e nuova economia”.
Secondo Cesareo il progetto avrebbe potuto contare anche sul coinvolgimento diretto del sistema produttivo locale.
“La comunità tarantina, nella sua componente imprenditoriale, si era detta pronta a fare la propria parte, contribuendo agli oneri di adeguamento e trasformazione della nave. Era una richiesta corale che proveniva dal territorio e che guardava al futuro della città”.
Il presidente della Camera di Commercio ribadisce comunque l’impegno a favore delle iniziative utili alla rigenerazione e alla diversificazione economica dell’area ionica.
“Continueremo a lavorare perché Taranto possa cogliere ogni possibile opportunità di sviluppo. Tuttavia resta l’amarezza per una scelta che avrebbe potuto trasformarsi in un progetto identitario e di rilancio per l’intera comunità”.
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