La Funzione Pubblica CGIL ha proclamato lo stato di agitazione del personale dell’ASL di Taranto denunciando una situazione di forte criticità negli ospedali e nei servizi sanitari del territorio.
Alla base della protesta, secondo il sindacato, vi sono carenze di personale e problemi organizzativi che rischiano di compromettere la qualità dell’assistenza ai cittadini.
“Alla base della protesta vi è qualcosa che negli anni abbiamo sempre denunciato, ricevendo, in cambio, solo rimpalli e silenzi” afferma Cosimo Sardelli, segretario generale della FP CGIL.
Nel mirino della sigla sindacale c’è soprattutto il sottodimensionamento degli organici, in particolare per quanto riguarda operatori socio sanitari e infermieri, in diversi reparti e presidi ospedalieri della provincia.
“È una emergenza che si nasconde bene tra le pieghe di una pianta organica ufficiale già sottodimensionata, al riparo di mobilità e incarichi senza bandi di gara, e una organizzazione del lavoro che alla fine scarica sull’ultimo anello della catena anche la gestione dell’emergenza liste d’attesa” spiega Sardelli.
A entrare nel dettaglio delle criticità è la segretaria provinciale della FP CGIL Taranto, Cristina Fama, che evidenzia come la carenza di personale stia producendo turni sempre più pesanti per gli operatori sanitari.
“Il fabbisogno organico partorito dall’ASL di Taranto è il paravento dietro cui si nascondono le responsabilità di questa condizione che produce OSS e infermieri stremati a fine turno o costretti, come nel caso degli operatori socio sanitari, a lavoro interdivisionale, ovvero turni notturni in cui un solo OSS si occupa di pazienti di più reparti. Il tutto con ritardi inevitabili nell’assistenza, tanto stress e identico stipendio a fine mese”.
Nella nota inviata al commissario straordinario dell’ASL, alla Prefettura e alla Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, la Funzione Pubblica CGIL ha elencato diverse criticità presenti nei presidi sanitari del territorio.
Tra le situazioni segnalate vi sono il reparto di medicina dell’ospedale di Martina Franca, l’assenza di operatori socio sanitari nei turni notturni nel reparto di chirurgia dello stesso ospedale, il numero ridotto di OSS nel blocco operatorio dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto e ulteriori carenze nei presidi di Grottaglie, Manduria e Castellaneta.
“Al Moscati la grave carenza di personale soprattutto in alcuni reparti impedisce anche i trasporti secondari per diagnosi da fare in altri presidi – specifica Cristina Fama – eppure parliamo del polo oncologico di riferimento per tutto il territorio”.
Secondo il sindacato la situazione è aggravata anche da una gestione organizzativa ritenuta poco chiara, soprattutto per quanto riguarda la mobilità interna del personale.
“Si continuano a spostare persone, assegnate fittiziamente a strutture medico-amministrative, in cui ad esempio non è prevista la figura degli infermieri, dando incarichi e funzioni in assenza di regolari avvisi interni – dice Cosimo Sardelli – e qui non si fa male solo al personale meritevole e con titoli, ma alla stessa qualità ed efficienza della sanità pubblica”.
In attesa dell’incontro con la dirigenza dell’ASL, fissato per il prossimo 17 marzo, la FP CGIL ha deciso di mantenere lo stato di agitazione di tutto il personale.
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