Casartigiani Taranto esprime apprezzamento per l’incontro organizzato dalle Commissioni Ambiente e Attività Produttive del Comune, presiedute rispettivamente da Giandomenico Vitale e Nicola Catania, dedicato al tema del rigassificatore nel territorio ionico.
L’associazione, che rappresenta imprese artigiane, operatori della logistica e dell’autotrasporto attivi nel sistema economico e portuale locale, intende contribuire al dibattito pubblico con una posizione improntata all’equilibrio.
Come già evidenziato nel corso dei lavori della commissione, Casartigiani ritiene non opportuno collocare un impianto di rigassificazione all’interno del porto commerciale di Taranto. Allo stesso tempo l’associazione invita ad affrontare la questione evitando contrapposizioni ideologiche.
“Il territorio ha bisogno di scelte ponderate – dichiara il coordinatore regionale di Casartigiani Puglia Stefano Castronuovo – che sappiano tenere insieme sviluppo economico, transizione energetica e tutela del ruolo strategico del porto. Casartigiani Taranto ritiene infatti comprensibile la necessità di garantire nuove e adeguate fonti energetiche per accompagnare la riconversione industriale della siderurgia tarantina”.
Secondo l’analisi del Centro studi dell’associazione, la transizione verso tecnologie siderurgiche meno impattanti, come i forni elettrici ad arco e i sistemi di riduzione diretta del minerale di ferro, comporterà un fabbisogno energetico molto rilevante.
“Quando alla produzione si affiancano sistemi di riduzione diretta del minerale alimentati a gas naturale – prosegue Castronuovo – il fabbisogno energetico cresce ulteriormente, arrivando a circa 300 metri cubi di gas per tonnellata di ferro ridotto. In uno stabilimento delle dimensioni dell’ex Ilva, storicamente tra i più grandi poli siderurgici europei, una riconversione basata su tecnologia DRI–EAF richiederebbe quindi volumi di gas naturale molto consistenti per alimentare impianti, forni e sistemi di preriscaldo”.
Proprio per questo, nel dibattito nazionale sulla riconversione dello stabilimento siderurgico di Taranto è emersa la necessità di rafforzare le infrastrutture di approvvigionamento del gas naturale, tema che ha riacceso il confronto sulla realizzazione di un rigassificatore.
Secondo Casartigiani, tuttavia, la collocazione di un impianto all’interno del porto commerciale solleva diverse criticità sul piano logistico e operativo. Lo scalo ionico rappresenta infatti un’infrastruttura strategica per il rilancio delle attività portuali, dell’autotrasporto e della logistica.
In particolare, la presenza del Molo Polisettoriale, progettato per ospitare grandi navi portacontainer e traffici di transhipment internazionale, richiede condizioni operative caratterizzate da continuità di accesso al porto e ampie possibilità di manovra nel canale di ingresso.
Le operazioni di attracco delle metaniere, necessarie a un terminal di rigassificazione, comportano invece generalmente zone di sicurezza marittima, limitazioni temporanee alla navigazione e procedure operative rafforzate che potrebbero incidere sulla fluidità dei traffici commerciali.
“Tra le ipotesi possibili – continua Castronuovo – vi sono soluzioni offshore o piattaforme galleggianti collocate a distanza dal porto commerciale, capaci di ridurre le interferenze con il traffico marittimo e con le operazioni portuali. Una scelta di questo tipo permetterebbe di conciliare la necessità di rafforzare le infrastrutture energetiche con la salvaguardia della funzione commerciale del porto”.
Per Casartigiani Taranto il futuro del territorio deve essere costruito attraverso una strategia integrata capace di tenere insieme transizione industriale, sviluppo logistico e sostenibilità territoriale.
“Solo attraverso un approccio equilibrato e una visione complessiva sarà possibile coniugare la decarbonizzazione della siderurgia con il rilancio del porto e con lo sviluppo economico dell’area ionica. Per queste ragioni l’associazione conferma la propria disponibilità a partecipare a tavoli tecnici e istituzionali per contribuire alla definizione di una strategia di sviluppo equilibrata per il territorio” conclude il coordinatore Stefano Castronuovo.
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