L’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, per la UIL di Taranto rappresenta un momento di memoria e di mobilitazione sui temi dei diritti, della parità salariale, della dignità e della sicurezza delle donne nella società e nei luoghi di lavoro.
“In questa giornata ricordiamo le battaglie che hanno permesso alle donne di conquistare diritti fondamentali, ma registriamo anche quanto sia ancora lunga la strada verso una piena parità” dichiara Patrizia D’Arcangelo, coordinatrice Pari Opportunità UIL Taranto. “A oltre un secolo dalle prime mobilitazioni, restano profonde disuguaglianze anche nel nostro territorio: la crisi occupazionale e la precarietà continuano a colpire con maggiore forza le donne, con effetti diretti su redditi, autonomia e prospettive previdenziali”.
La UIL Taranto richiama l’attenzione sui dati relativi all’occupazione femminile nel territorio ionico. Nella fascia tra i 25 e i 34 anni l’occupazione femminile si attesta al 24,4%, con un divario netto rispetto al dato maschile che raggiunge il 43,2%.
Sul fronte delle retribuzioni, in Puglia permane un significativo gap salariale: nel settore privato la retribuzione media giornaliera delle donne è pari a 91,9 euro contro i 102,6 euro percepiti dagli uomini, mentre nel settore pubblico il divario risulta ancora più marcato.
Alle differenze salariali si aggiunge il tema previdenziale, con particolare riferimento alla cancellazione dello strumento di Opzione Donna.
“La recente Legge di Bilancio ha definitivamente cancellato dal 1° gennaio 2026 lo strumento di Opzione Donna, sancendone la fine dopo vent’anni” prosegue Patrizia D’Arcangelo. “È un fatto gravissimo che la UIL contesta duramente: chiediamo il ripristino della misura nella sua versione originaria, per restituire flessibilità in uscita alle tante lavoratrici penalizzate da carriere discontinue, bassi salari e anni dedicati al lavoro di cura non retribuito all’interno delle famiglie”.
Accanto ai temi del lavoro e dei diritti, la UIL richiama l’attenzione anche sulla violenza di genere e sulle situazioni di disagio che molte donne continuano a vivere.
“Accanto al tema del lavoro e dei diritti negati, l’8 marzo ci impone di parlare con chiarezza di violenza di genere, stalking, ricatti e molestie” sottolinea Antonella Maselli, responsabile dello Sportello Mobbing & Stalking UIL Taranto. “Troppo spesso le donne subiscono pressioni o violenze che si consumano nel silenzio, dentro casa e nei luoghi di lavoro. Questo fenomeno affonda le radici in una cultura patriarcale che fatica a scomparire. Per spezzare questa catena è indispensabile educare i giovani: famiglia e scuola devono promuovere il rispetto dell’altro. Il femminicidio è una ferita sociale che lascia vittime invisibili, come i tanti orfani privati del loro futuro. In questo contesto, l’introduzione da dicembre 2025 della pena dell’ergastolo diventa un segnale forte, un atto di giustizia per sancire che la violenza sulle donne non può essere tollerata”.
Lo Sportello Mobbing & Stalking UIL Taranto, attivo come centro di ascolto, nasce proprio con l’obiettivo di intercettare situazioni di disagio e offrire supporto e tutela, anche quando la violenza si intreccia con dinamiche lavorative.
“Non bastano le celebrazioni: la parità si costruisce con scelte politiche e contrattuali che garantiscano occupazione stabile, servizi e tutele vere” dichiara Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto. “La condizione femminile nel mercato del lavoro tarantino è un indicatore decisivo della salute sociale ed economica del territorio: se le donne restano ai margini, Taranto perde futuro. Serve un impegno serio per creare lavoro di qualità, contrastare la precarietà e rafforzare le infrastrutture sociali, a partire dagli asili nido, per permettere alle donne la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Senza queste basi, il rilancio di Taranto resterà solo uno slogan”.
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