Dopo dieci anni di controlli e verifiche sui conti pubblici, per il Comune di Montemesola si chiude ufficialmente la stagione del risanamento finanziario. La Corte dei conti, con una deliberazione della Sezione regionale di controllo per la Puglia, ha esaminato la relazione finale sull’attuazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale e ha certificato che il percorso si è concluso con il raggiungimento degli obiettivi fissati.
Il piano era stato avviato nel 2014 per evitare il dissesto finanziario, cioè la situazione più grave che possa colpire un ente locale quando i conti non sono più sostenibili. In quel momento il Comune si trovava infatti con un disavanzo di bilancio e con una serie di debiti accumulati negli anni precedenti. Il disavanzo, in termini semplici, è la situazione in cui un ente pubblico ha speso più di quanto effettivamente abbia incassato. Accanto al disavanzo c’erano anche i cosiddetti debiti fuori bilancio, cioè somme che il Comune è comunque obbligato a pagare ma che non erano state previste o registrate correttamente nel bilancio al momento in cui erano nate. Nel caso di Montemesola, quando fu avviato il piano di riequilibrio furono riconosciuti debiti fuori bilancio per oltre 971 mila euro, in gran parte risalenti a gestioni molto precedenti, antecedenti all’attuazione del piano. Una parte era stata già pagata nel 2014, mentre circa 896 mila euro restavano ancora da saldare all’avvio del piano di rientro.
Per evitare il dissesto, il Consiglio comunale decise quindi di ricorrere allo strumento del riequilibrio finanziario pluriennale previsto dalla legge. Si tratta di un piano di rientro controllato dalla Corte dei conti che obbliga il Comune a sistemare progressivamente i conti, ridurre gli squilibri e pagare i debiti accumulati. Il programma approvato aveva una durata di dieci anni, dal 2015 al 2024.
I dati analizzati dalla Corte dei conti mostrano con chiarezza l’evoluzione dei conti comunali nel corso di questo periodo. Nel 2015 il risultato di amministrazione registrava ancora una situazione negativa, con un disavanzo che rifletteva le difficoltà finanziarie accumulate negli anni precedenti. Il risultato di amministrazione è uno degli indicatori principali della salute finanziaria di un Comune: rappresenta, in sostanza, la differenza tra tutte le entrate e tutte le spese dell’ente, tenendo conto anche delle somme che devono ancora essere incassate o pagate. Se il risultato è negativo significa che il Comune ha un disavanzo; se invece è positivo vuol dire che i conti sono tornati in equilibrio.

Già nel 2016 si registra una svolta significativa: il risultato di amministrazione sale a circa 1 milione e 339 mila euro. L’anno successivo, nel 2017, il dato cresce ulteriormente arrivando a circa 1 milione e 859 mila euro. Nel 2018 si supera la soglia dei 2 milioni e mezzo, con un risultato di amministrazione pari a circa 2 milioni e 654 mila euro.
Il trend positivo prosegue negli anni successivi. Nel 2019 il risultato si attesta a circa 2 milioni e 600 mila euro, mentre nel 2020 sale a circa 2 milioni e 750 mila euro. Nel 2021 viene superata la soglia dei 3 milioni, con un risultato di amministrazione pari a circa 3 milioni e 366 mila euro. Nel 2022 il dato cresce ancora fino a circa 3 milioni e 622 mila euro. Nel 2023, ultimo rendiconto approvato analizzato dalla Corte dei conti, il risultato di amministrazione si mantiene su livelli molto elevati, pari a circa 3 milioni e 306 mila euro.
Un dato particolarmente significativo riguarda la parte disponibile del risultato di amministrazione, cioè la quota realmente utilizzabile dall’ente dopo aver sottratto accantonamenti e somme vincolate. Dopo anni difficili, già dal 2018 questa parte torna positiva. Nel 2019 la disponibilità supera i 139 mila euro, nel 2020 sale a oltre 322 mila euro, nel 2021 si attesta intorno ai 211 mila euro e nel 2022 raggiunge circa 643 mila euro. Nel 2023 la parte disponibile resta positiva, con circa 503 mila euro.
Questi numeri spiegano perché la Corte dei conti abbia potuto dichiarare completato il piano di riequilibrio. Nel corso degli anni il Comune ha progressivamente riassorbito il disavanzo iniziale, ha pagato i debiti inseriti nel piano e ha riportato i conti in equilibrio.
Nella relazione finale trasmessa alla magistratura contabile, anche l’organo di revisione del Comune ha confermato che, alla luce dei risultati raggiunti e della programmazione finanziaria prevista nei prossimi anni, gli equilibri di bilancio risultano mantenuti. Questo significa che l’ente non si trova più in una situazione di emergenza finanziaria e può affrontare la gestione dei conti con maggiore stabilità.
La decisione della Corte dei conti segna dunque la conclusione di un percorso lungo e complesso. Dopo un decennio di controlli e di gestione prudente delle risorse, Montemesola esce dalla procedura di riequilibrio e chiude una delle fasi più delicate della propria storia finanziaria. I debiti ereditati dalle gestioni precedenti sono stati affrontati e inseriti in un quadro di bilancio oggi equilibrato e sostenibile. Gli impegni finanziari ancora presenti sono ormai pienamente gestibili e possono essere affrontati con gli strumenti ordinari dell’amministrazione, senza compromettere la stabilità dei conti pubblici dell’ente.
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