“Buco alla sanità pugliese, solo proclami e Taranto sempre più dimenticata”. È il duro affondo di Mario D’Inoi, segretario cittadino di Noi Moderati – Taranto, che interviene sulla situazione dei conti della sanità regionale e sulle prospettive per il territorio jonico.
Nel mirino le dichiarazioni del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, in particolare sugli annunci relativi all’abbattimento delle liste d’attesa. Secondo D’Inoi, a fronte degli slogan, il dato che preoccupa è quello economico: nel 2025 le aziende sanitarie pugliesi avrebbero prodotto un disavanzo di 460 milioni di euro.
Una situazione che, secondo l’esponente politico, potrebbe tradursi in una razionalizzazione della rete ospedaliera, con il rischio di chiusure di reparti, ridimensionamenti di strutture e possibili aumenti dell’addizionale Irpef.
Al centro della critica anche la condizione di Taranto e del nuovo ospedale San Cataldo. “Il nuovo nosocomio tarantino, in realtà, è stato nei pensieri del centro-sinistra locale e regionale sempre e solo durante le ‘farse’ delle campagne elettorali, visto che il San Cataldo è stato inaugurato almeno 15 volte, ma di fatto non è mai stato aperto”, afferma D’Inoi.
Secondo il segretario cittadino di Noi Moderati, la struttura resterebbe oggi inutilizzata: “Adesso giace lì, illuminato a giorno, nonostante i reparti siano chiusi, giusto per sperperare altri soldi pubblici in energia elettrica”.
L’intervento si chiude con un riferimento alla situazione della città: Taranto, sostiene D’Inoi, “continua a soffrire in silenzio”, denunciando quella che definisce una mancanza di attenzione da parte dei vertici regionali e una responsabilità condivisa anche dall’attuale amministrazione comunale.
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