La notizia della sospensione della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sul progetto del terminale GNL a Taranto non ci sorprende, ma conferma quanto avevamo già denunciato: siamo di fronte a un progetto che sembra mancare dei presupposti minimi di realizzabilità.
La nota dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio parla chiaro: l’area individuata dalla società proponente non è disponibile, essendo già oggetto di una concessione demaniale ad altro terminalista (San Cataldo Container Terminal Spa). Presentare un progetto su un suolo già occupato e senza alcuna interlocuzione preventiva con gli enti territoriali dimostra una superficialità preoccupante.
“Il Movimento 5 Stelle continuerà a monitorare ogni singolo passaggio di questa vicenda”. “Non permetteremo che Taranto diventi terreno di conquista per esperimenti industriali che viaggiano sopra la testa dei cittadini e delle istituzioni locali.”
Oltre ai vizi procedurali e ai “refusi” normativi che hanno generato confusione sui tempi delle osservazioni, il M5S ribadisce la totale incompatibilità ambientale e strategica dell’opera.
“La nostra posizione è netta e non ammette sfumature: questo rigassificatore non deve essere realizzato, né a terra, né in mare. Taranto ha già dato troppo in termini di servitù industriali e impatto sanitario. La rotta per il porto e per la città deve essere quella della decarbonizzazione e della logistica sostenibile, non quella di nuove infrastrutture fossili che ipotecano il futuro del territorio.”
Il Movimento 5 Stelle assicura che non abbasserà la guardia finché non verrà scritta la parola “fine” su questo progetto, pronti a dare battaglia in ogni sede per tutelare il diritto alla salute e lo sviluppo armonioso della comunità tarantina.
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