“Viviamo in un clima di costante paura e ansia. Subiamo quotidianamente molestie verbali, insulti. Poi ci sono i casi di aggressioni fisiche, gesti violenti e atti vandalici. Solo alcuni finiscono denunciati e sulla stampa. Altri finiscono nel silenzio e nell’indifferenza perché pian piano sta subentrando una certa rassegnazione, dopo anni di denunce che non hanno mai cambiato la situazione”.
Pietro Cecere, segretario aziendale della FILT CGIL in Kyma Mobilità, affida alla stampa uno sfogo dopo l’ultimo episodio di violenza subito dall’autista della Linea 4 che collega il parcheggio Cimino al centro città, passando per via C. Battisti, via Magnaghi, via Cugini, via Di Palma, via Leonida, fino ad arrivare nel Comune di Statte.
L’ennesima sassaiola contro il vetro dell’autobus che ha messo a serio rischio l’incolumità di passeggeri a bordo e conducente.
L’episodio fa seguito agli schiaffi e alle discussioni moleste di fronte alla richiesta del biglietto o titolo di viaggio o per il trasporto di animali non autorizzato.
“Siamo già a più di 100 episodi di violenza nel giro di pochi mesi – commenta il segretario generale della FILT CGIL di Taranto, Francesco Zotti – Danni alle persone, ai mezzi, atti vandalici contro le pensiline di sosta. E’ emergenza sociale e chi lavora nel settore del trasporto pubblico non può rischiare la vita per uno stipendio”.
Tutto mentre si intensifica il controllo a bordo con telecamere e il recente incarico, affidato da questa giunta comunale, ad una società che si occupa del controllo biglietti.
“Il Comune di Taranto, ha fornito alcune risposte – continua Zotti – ma sono anni che interpelliamo la Prefettura affinché si possa fare di più in tal senso: difendendo chi lavora, il bene pubblico e il servizio per un’intera comunità. Chiediamo pene certe e severe e un tavolo di discussione permanente perché nel frattempo assistiamo inermi all’abbandono di conducenti feriti, umiliati e eternamente in pericolo”.
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