Montemesola entra nel vivo del clima politico in vista delle elezioni comunali con la presa di posizione della sezione locale del Partito Comunista Italiano, che ha ufficializzato la propria adesione all’appello lanciato dai consiglieri comunali di opposizione.
Nel comunicato diffuso dalla sezione, la scelta viene presentata come un atto politico e morale insieme: “Ci sono parole che non chiedono di essere commentate, ma condivise. Ci sono appelli che non si firmano per opportunità politica, ma per necessità morale”.
Il documento sottolinea una preoccupazione crescente per le condizioni del paese e per il suo futuro, descrivendo una realtà segnata da difficoltà strutturali e da un progressivo indebolimento del tessuto sociale. “Montemesola sta vivendo una lenta sottrazione di futuro. Non è un crollo fragoroso, non è una tragedia che occupa le cronache. È un impoverimento silenzioso, quotidiano. È la normalizzazione del vuoto. È l’abitudine all’assenza”.
La sezione del PCI afferma di non voler accettare questa condizione, ribadendo come la perdita di popolazione e servizi rappresenti un segnale allarmante per l’intera comunità: “Un paese che perde i suoi abitanti non è un paese ‘in trasformazione’: è un paese ferito. Un paese che non garantisce servizi essenziali non è un paese ‘in difficoltà’: è un paese lasciato solo”.
Nel comunicato emerge anche una critica all’azione amministrativa, ritenuta incapace di costruire una prospettiva di sviluppo: “Un’amministrazione che si limita a gestire l’esistente senza immaginare il domani non governa: amministra il declino”.
Il partito rivendica una visione politica centrata sulla comunità e sui diritti sociali, indicando come priorità lavoro, scuola, servizi, cultura e partecipazione. “Il Partito Comunista Italiano non concepisce la comunità come un insieme di individui che si arrangiano. La concepisce come un corpo vivo, fatto di lavoro, scuola, servizi, cultura, partecipazione. Dove manca una di queste cose, non manca solo una funzione amministrativa: manca un pezzo di dignità”.
L’adesione all’appello dell’opposizione viene dunque letta come un primo passo verso una mobilitazione più ampia, che dovrà tradursi in proposte concrete e politiche di sviluppo locale: “Per questo l’unità evocata nell’appello non può essere generica. Deve diventare organizzazione, presenza, proposta concreta”.
Il partito richiama la responsabilità collettiva verso il destino del territorio: “Non c’è salvezza individuale in un paese che muore. Questa verità, semplice e severa, è anche la più rivoluzionaria. Montemesola vive se c’è chi sceglie di difenderla. Noi scegliamo di farlo”.
E ancora: “Con passione e con la convinzione che il futuro di Montemesola non sia una fatalità ma una responsabilità collettiva”.
Una presa di posizione che si inserisce nel dibattito politico locale e che, a pochi mesi dalle elezioni comunali, contribuisce ad accendere il confronto sui temi dello sviluppo, dei servizi e del futuro del paese.
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