Una vittoria del buonsenso che restituisce serenità a chi, ogni giorno, veste una divisa nelle nostre strade. UNARMA, associazione sindacale di lungo corso dell’Arma dei Carabinieri al termine dei festeggiamenti per il suo 33° compleanno dalla fondazione, esprime profonda soddisfazione per l’accoglimento delle proprie proposte nel testo del Decreto Sicurezza riguardante il superamento dell’iscrizione automatica degli agenti nel registro degli indagati.
La norma segna un punto di rottura con il passato: d’ora in avanti, gli agenti delle Forze dell’Ordine non saranno più iscritti automaticamente nel registro degli indagati per aver agito nell’adempimento del proprio dovere (uso legittimo delle armi o legittima difesa).
Cosa cambia per gli operatori? La novità legislativa interviene su una criticità molto sentita dai Carabinieri e dai colleghi del Comparto, spesso chiamati a operare in contesti ad alto rischio. Fino ad oggi, l’apertura “tecnica” di un’indagine comportava pesanti ripercussioni psicologiche, burocratiche e d’immagine per il personale coinvolto in conflitti a fuoco o azioni di contenimento.
“È il coronamento di una battaglia che UNARMA ha portato avanti con determinazione, da oltre un anno” spiega Nicola Magno Segretario Generale UNARMA Regione Puglia grazie al lavoro del Col. Salvino Paternò, Responsabile dell’Ufficio Affari Giuridici di UNARMA. “Siamo riusciti a garantire che gli agenti, pur non essendo formalmente indagati, godano di tutte le garanzie difensive previste dal Codice di Procedura Penale durante gli accertamenti.”
Il nuovo iter prevede tempi certi e tutele rafforzate: accertamenti tecnici (Art. 360 cpp): Gli agenti potranno partecipare a tutte le verifiche (incluse le autopsie) con i diritti propri dell’indagato, pur senza averne la qualifica formale. Tempi rapidi per l’archiviazione: Se non sono necessari accertamenti, il PM ha 30 giorni per chiedere l’archiviazione. In caso di accertamenti irripetibili, il termine è esteso a 120 giorni (rispetto ai 7 inizialmente previsti), garantendo un’indagine accurata senza lasciare l’agente in un “limbo” giuridico per anni.
Iscrizione nel registro: Resta obbligatoria solo in presenza di evidenti indizi di reato o qualora si renda necessario un incidente probatorio.
“Questa riforma non è un privilegio, ma uno scudo per chi protegge la collettività,” commenta la segreteria regionale. “In un territorio nazionale cosi complesso, sapere che di non essere trasformati immediatamente in indagati solo per aver fatto il proprio dovere è fondamentale per garantire un servizio efficiente ai cittadini che chiedono ordine e sicurezza pubblica.
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