Nuove tensioni politiche a Taranto sul futuro degli asili nido comunali. A sollevarle è il Movimento 5 Stelle, che interviene duramente dopo l’ipotesi di affidare ai privati tre strutture su nove, contestando la scelta dell’amministrazione e parlando di rischio per famiglie e lavoratori.
“Ancora una volta l’Amministrazione comunale di Taranto prova a scaricare i propri errori di gestione sulle famiglie, ipotizzando l’affidamento ai privati di 3 asili nido comunali su 9. Un’operazione presentata come ‘necessaria’, ma che in realtà è una scelta politica sbagliata e pericolosa”, si legge nella nota diffusa dal gruppo territoriale pentastellato.
Per il Movimento, il nodo è il ruolo del servizio pubblico e la sua funzione sociale. “Lo diciamo con chiarezza: gli asili nido non sono un costo da tagliare, ma un servizio pubblico essenziale. Privatizzarli significa ridurre le tutele, aumentare le disuguaglianze e mettere a rischio la qualità educativa e la stabilità del lavoro”.
Una posizione che, viene ricordato, non è nuova nel dibattito politico cittadino. “Non è una novità. Il Movimento 5 Stelle si è già opposto in passato a tentativi simili, quando l’amministrazione Melucci provò a smantellare il pubblico senza offrire garanzie reali ai cittadini. Oggi ribadiamo lo stesso NO e chiediamo agli allora consiglieri di maggioranza ancora oggi al governo della città di fermarsi perché i bambini di Taranto non si privatizzano”.
Nel comunicato si insiste anche sul valore simbolico e sociale delle politiche per l’infanzia: “Un Comune serio misura la propria efficienza dalla capacità di rispondere ai bisogni delle famiglie, non dai risparmi fatti sulla pelle dei bambini”.
Il Movimento punta il dito contro l’ipotesi di esternalizzazione del servizio, ritenuta un arretramento dei diritti: “Chi parla di esternalizzazione si assuma la responsabilità di dire che accetta un arretramento dei diritti”.
Da qui l’annuncio di una mobilitazione politica sul tema: “Il M5S si opporrà con ogni strumento politico e amministrativo a questo passo indietro. Taranto deve restare una città a misura di bambino. Il pubblico è l’unico garante di questo diritto”.
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