l gup di Potenza Francesco Valente ha rinviato a giudizio 18 persone e tre società nel processo bis “Ambiente svenduto”, relativo al presunto disastro ambientale causato dalle emissioni dell’ex Ilva. Accolta la richiesta della Procura, rappresentata dal procuratore facente funzioni Maurizio Cardea e dal pm Vincenzo Montemurro. La prima udienza è fissata per il 21 aprile.
Il procedimento è stato trasferito da Taranto a Potenza dopo l’annullamento, nel settembre 2024, della sentenza di primo grado del maggio 2021 da parte della Corte d’assise d’appello, che aveva rilevato la presenza tra le parti civili di due giudici non togati. Nel nuovo impianto processuale gli imputati sono passati da 47 a 23.
Sotto accusa la gestione del siderurgico durante il controllo della famiglia Riva tra gli anni Novanta e il 2012. Tra i rinviati a giudizio i fratelli Nicola e Fabio Riva, dirigenti e consulenti dell’impianto, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari e violazioni dolose delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Rinviato a giudizio anche l’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola per concussione in relazione a presunte pressioni su Arpa Puglia.
Il giudice ha inoltre disposto un sequestro conservativo da 675 mila euro sul conto corrente intestato a Nicola Riva, ritenendo necessario il vincolo patrimoniale a tutela di eventuali risarcimenti.
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