Non il vento fortissimo né i cumuli di rifiuti abbandonati hanno fermato l’azione dei volontari. Nella mattinata di domenica 25 gennaio, l’area della pira di San Ciro, luogo simbolo della tradizione grottagliese, è stata al centro di un’importante iniziativa di rigenerazione urbana promossa da Retake Grottaglie, con il coinvolgimento attivo di cittadine e cittadini.
Le condizioni non erano semplici: raffiche di vento incessanti e una presenza massiccia di rifiuti di ogni tipo, abbandonati in modo sistematico. Eppure, dalle immagini e dal racconto della giornata emerge con forza altro: i sorrisi, la determinazione e l’amore per il territorio dei volontari, che hanno trasformato una situazione di degrado in un gesto concreto di cura e responsabilità collettiva.
L’intervento ha permesso di restituire decoro a un’area profondamente legata alla memoria e alla devozione cittadina, proprio alla vigilia della festa di San Ciro. Un’azione che va oltre il semplice decoro e assume un valore simbolico: prendersi cura dei luoghi significa rispettare le tradizioni e la comunità che le vive.
I numeri dell’intervento raccontano con chiarezza l’entità del problema:
100 chilogrammi di rifiuti indifferenziati;
50 chilogrammi di plastica e 108 chilogrammi di vetro;
diversi rifiuti ingombranti.
In totale, oltre 250 chilogrammi di rifiuti sono stati raccolti dai volontari. Non si tratta di abbandoni occasionali, ma di un accumulo costante che trasforma un luogo simbolico in una discarica a cielo aperto, spesso nell’indifferenza generale.
«Un piccolo gesto per l’ambiente, un grande segno d’amore per la nostra comunità», dichiara Carmen Fasano, responsabile di Retake Grottaglie. «La condizione dell’area è il risultato di cattive abitudini che vanno cambiate. Oggi abbiamo dimostrato che con buona volontà e spirito di comunità si può davvero fare la differenza».
L’iniziativa conferma l’impegno di Retake nel promuovere cittadinanza attiva, tutela ambientale e responsabilità condivisa, ricordando che la cura dei luoghi non è un’azione straordinaria, ma un dovere quotidiano verso il territorio e le generazioni future.
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