Vito Antonio Punzi si prepara a tornare in campo e valuta la candidatura a sindaco di Montemesola nella prossima tornata elettorale di primavera. Ex primo cittadino dal 2010 al 2020, Punzi riapre il confronto politico locale dopo cinque anni di amministrazione guidata dal fratello Ignazio, eletto nel 2020 con la lista Insieme. La scelta di allora maturò anche sullo sfondo di un quadro normativo percepito come potenzialmente ostativo a una terza candidatura consecutiva dell’ex sindaco. Oggi, con un nuovo appuntamento alle urne, Punzi rilancia la propria disponibilità, presentandola come un ritorno dentro lo stesso perimetro politico-amministrativo.
«Il mio ritorno in campo, se ritorno si può chiamare, non è un problema perché tra me e mio fratello non ci sono problemi», afferma Punzi. «Ignazio ha lavorato benissimo in questi cinque anni, forte di una squadra sempre unita che ha ottenuto tantissimi risultati». Il riferimento è a un’impostazione di continuità che, nelle intenzioni dell’ex sindaco, non deve essere letta come una bocciatura dell’attuale amministrazione, ma come il proseguimento di un progetto politico che si considera rimasto compatto.
Punzi rivendica la persistenza del gruppo Insieme e dei suoi riferimenti storici. «I padri fondatori Giuseppe Giacobelli, Aldo Orlando, Vincenzo Cavallo, Ciro Quaranta e diversi altri che fanno ancora oggi parte di questo gruppo… sono consiglieri esterni di un gruppo che non si è mai sciolto». Al centro del racconto, il quinquennio 2010-2015 e l’avvio del piano di risanamento finanziario: «Abbiamo preso le redini del Comune avviando il piano di risanamento. Nessuno credeva che ci saremmo riusciti, invece lo abbiamo fatto con risultati sorprendenti».
Tra i risultati richiamati dall’ex primo cittadino figurano assunzioni, opere pubbliche finanziate con fondi intercettati e la partecipazione a percorsi di programmazione sovracomunale. «Nonostante stessimo in pieno piano di rientro abbiamo comunque fatto nuove assunzioni, realizzato opere con fondi intercettati, la testardaggine di inserirci al tavolo del CIS, con i Giochi del Mediterraneo», sostiene. Il metodo, aggiunge, resta quello del “lavoro di squadra”: «Assessori, consiglieri, sempre presenti».
In vista delle elezioni, Punzi annuncia anche un ampliamento della squadra: «Alle prossime consultazioni elettorali la integreremo con nuove figure giovani e meno giovani». Sul rapporto con l’elettorato, rivendica continuità nei contatti: «Non ci siamo mai staccati dalla base dei nostri elettori, ci incontriamo con loro spesso anche per ascoltare consigli».
L’ex sindaco alza i toni sul fronte avversario, puntando l’attenzione su una possibile convergenza tra aree storicamente distanti. Come riportato da Quotidiano di Puglia, Punzi parla di un’intesa che metterebbe insieme mondi politici diversi, riconducibili da un lato a Franco Marangi e dall’altro a Pinuccio Sgobio. «A me non interessano le diatribe o le voci che corrono in questi giorni su presunta alleanza oscena che nascerebbe tra comunisti ed ex democristiani… prima lo facevano nell’ombra ora lo fanno apertamente», dice Punzi, che interpreta l’operazione come un tentativo di costruire un fronte unico contro la sua area: «Vogliono fare fuori Vito Punzi e chi sta intorno a Vito Punzi».
Nel merito, la critica è rivolta all’idea di sommare bacini elettorali senza una proposta amministrativa definita. «Se il loro ragionamento sono i numeri di cinque anni fa, questo fa capire che non hanno capito nulla di politica. La gente non fa somme algebriche ma valuta i fatti, i risultati», sostiene. «Sono i fatti che parlano».
Sul terreno dei risultati, Punzi richiama anche il tema lavoro. Cita la clinica presente sul territorio, l’azienda agricola Giuliani e la zona industriale, descritta come rimasta a lungo bloccata da contenziosi e poi sbloccata con la messa a bando degli ultimi lotti: interventi che, a suo dire, avrebbero creato “presupposti per nuove occasioni di lavoro” e favorito l’espansione o la nascita di imprese locali.
Infine, la questione finanziaria. Punzi ricorda l’eredità di inizio mandato e il percorso di risanamento: «Nel 2010 abbiamo preso il Comune con una stima di circa 2-3 milioni di euro di debiti… mentre le opposizioni chiedevano il dissesto, ad oggi le casse comunali, e lo dice la Corte dei Conti, sono risanate. Il Comune di Montemesola è fuori dal piano di risanamento ed è quindi risanato». In prospettiva, indica il 2026 come snodo per tornare a una programmazione di investimenti più ampia: «Dal fine 2026 il Comune potrà ripartire con una visione di investimenti diversa, sempre però facendo attenzione ad amministrare bene con responsabilità, come si farebbe con la propria casa, e non superficialmente lasciando la patata bollente a chi viene dopo, come hanno fatto le amministrazioni Marangi e Sgobio».
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