Trecentosettantatré arresti in meno di dodici mesi, quasi duemila denunce e oltre 135mila identificazioni. È da qui, dai dati nudi, che prende forma il consuntivo 2025 della Questura di Taranto: una fotografia operativa che descrive un territorio ad alta pressione e una macchina della sicurezza chiamata a rispondere su più fronti, dal contrasto alla criminalità organizzata alla gestione dell’ordine pubblico.
Il questore Michele Davide Sinigaglia lo dice con chiarezza: “Taranto è una provincia con esigenze di sicurezza crescenti”. E nel tracciare la linea di fine anno mette subito sul tavolo un tema che accompagna ogni bilancio: “C’è sempre una distanza tra il dato e la percezione della sicurezza che i cittadini rilevano”. Poi la sintesi: “Mi definisco moderatamente soddisfatto”.
Il capitolo più evidente è quello degli arresti: 373, contro i 225 dell’anno precedente. “Quasi 150 in più”, sottolinea Sinigaglia, rivendicando il lavoro investigativo e l’azione di controllo del territorio. Un’azione che si misura anche nei numeri della strada: 45.053 veicoli controllati, 157 sequestrati, 1.179 contravvenzioni al Codice della strada e 185 documenti ritirati.
Sul fronte armi, il 2025 segna un balzo in avanti: 40 pistole sequestrate, 6 fucili, 2.091 munizioni e 77 armi da punta e taglio. Ma è il dato sugli esplosivi a restituire la dimensione del rischio: oltre 402 chilogrammi sequestrati nell’arco dell’anno. Il questore insiste anche sull’aspetto della prevenzione: “Acquistate da rivendite autorizzate con marchio CE. Non bisogna usare il fai da te e non comprare da abusivi”.
Altro asse, la droga. “Core business delle organizzazioni criminali”, la definisce Sinigaglia. E i sequestri confermano che la partita resta aperta: quasi 60 chili di cocaina, oltre 25 chili di hashish e marijuana, poi eroina e sostanze sintetiche. Un mercato che, nelle parole del questore, continua a muovere interessi e a generare conflitti, alimentando anche la microcriminalità diffusa.
Nel pacchetto “territorio” rientrano pure i fenomeni che incidono sulla quotidianità. Tra questi, i parcheggiatori abusivi: 448 denunciati. “Ha radici profonde, non è facile estirparlo, ma impegno ce lo mettiamo sempre”, rimarca Sinigaglia, parlando di un problema che spesso si intreccia con disagio sociale e zone grigie di illegalità.
Ampio anche il lavoro della polizia amministrativa: 187 controlli su circoli ed esercizi, 74 verifiche sugli apparecchi da gioco, 355 illeciti amministrativi accertati e sanzioni per oltre 585mila euro. Ventuno i provvedimenti sull’articolo 100 del Tulps, con sospensioni o chiusure disposte per ragioni di ordine e sicurezza. Nello stesso perimetro dei servizi, i passaporti rilasciati sono stati 11.244.
Il bilancio mette in evidenza anche la gestione dell’ordine pubblico: 828 manifestazioni ed eventi seguiti, 153 appuntamenti sportivi, 84 servizi “ad alto impatto” e 8.854 operatori impiegati. Numeri che raccontano la tenuta di un apparato costantemente in campo, tra piazze, stadi, eventi e servizi straordinari.
C’è poi l’altra emergenza, quella che non fa rumore ma pesa nei fascicoli: la violenza domestica e i procedimenti legati al “codice rosso”. I fascicoli aperti sono 255. In questo contesto il questore rivendica l’efficacia dell’ammonimento: “Nell’80% dei casi” evita recidive. Nel 2025 gli ammonimenti sono stati 271.
Sul tema immigrazione, i dati registrano 58 espulsioni, 22 trattenimenti nei CPR e 19 accompagnamenti. Un segmento che si intreccia con controlli, verifiche e attività di polizia sul territorio.
Sinigaglia chiude con lo sguardo rivolto al prossimo anno, annunciato come “impegnativo” anche per le sfide che attendono la città. I Giochi del Mediterraneo, in calendario ad agosto, sono il banco di prova: “Un’occasione di ribalta a livello internazionale e dobbiamo farci trovare pronti sul fronte delle misure di sicurezza. Noi siamo già al lavoro per garantire che tutto si svolga nel migliore dei modi”.
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