Parere favorevole del Governo all’ordine del giorno presentato dall’onorevole Giovanni Maiorano (Fratelli d’Italia) nell’ambito della Manovra 2025 e dedicato alla vertenza ex Ilva. A darne notizia è lo stesso parlamentare tarantino, che in una nota rivendica il valore politico dell’atto e ne sintetizza i contenuti, a partire dagli interventi ipotizzati per i lavoratori.
“L’approvazione dell’ordine del giorno rappresenta un segnale politico chiaro e concreto di attenzione verso Taranto e, in particolare, verso i lavoratori dell’ex Ilva”, afferma Maiorano. Nel testo, spiega, è previsto “l’avvio di programmi di accompagnamento, formazione e riqualificazione professionale per i lavoratori Ilva e Adi in amministrazione straordinaria con l’obiettivo di creare nuove esperienze professionali e supportare l’autoimprenditorialità, anche attraverso esodi incentivati”.
L’ordine del giorno, prosegue la nota, contiene anche un’apertura ad ulteriori strumenti di tutela economica: “Il Governo valuterà l’ipotesi di adottare ulteriori misure di sostegno al reddito nonché a consentire ai lavoratori dipendenti del settore siderurgico che, nel biennio 2026-2027, risultino impiegati da almeno dieci anni nell’ambito del ciclo integrale di produzione dell’acciaio, di accedere al trattamento pensionistico anticipato, a condizione che possiedano un’anzianità contributiva non inferiore a trenta anni”.
Maiorano sottolinea poi l’impegno politico che, a suo dire, discende dal via libera dell’esecutivo: “Il voto favorevole – prosegue Maiorano – impegna il Governo Meloni a mantenere alta la priorità sulla vertenza Ilva, con particolare riferimento alla salvaguardia dei livelli occupazionali”. Per il deputato, “questa iniziativa va letta come un’assunzione di responsabilità istituzionale verso un territorio che da troppo tempo paga un prezzo altissimo”.
Infine, nella prospettiva indicata dal parlamentare, la partita industriale resta centrale. “Fondamentale per l’ordine del giorno accolto dall’esecutivo sarà il completamento della procedura di cessione dell’ex Ilva al nuovo investitore, prevista nella prima parte del 2026 e nell’ottica di una nuova gestione dello stabilimento che coniughi continuità produttiva, tutela dell’occupazione e salvaguardia ambientale attraverso investimenti chiari, sicurezza e rispetto del territorio”.
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