Mercoledì 17 dicembre, presso la Casa Circondariale di Taranto, si è tenuto lo spettacolo Led Ladies, esito performativo del laboratorio teatrale realizzato dall’associazione Citte Citte all’interno della sezione femminiledell’istituto.
Il lavoro, avviato a settembre, è stato possibile grazie al contributo del Ministero della Giustizia e ai workshop incrociati di realizzazione scenografica e artistica finanziati da Banca Intesa – Enti Territoriali. Un percorso intenso e continuativo che ha coinvolto le detenute in un processo creativo profondo, collettivo e altamente professionale.
L’organizzazione dell’associazione Citte Citte è diretta da Irene D’Alo, che coordina da anni le attività culturali e teatrali all’interno della Casa Circondariale di Taranto, contribuendo alla costruzione di uno spazio stabile di cultura e formazione.
Il pubblico presente era composto sia da popolazione detenuta sia da popolazione libera: trenta spettatori esterni, soci tesserati dell’associazione Citte Citte, sono stati selezionati per assistere allo spettacolo, vivendo un’esperienza di incontro e condivisione rara e significativa. Gli ospiti sono stati accolti all’esterno della struttura da una socia dell’associazione e accompagnati durante le procedure di accesso e i controlli della Polizia Penitenziaria.
La performance, con la regia di Sophia Giacoia, dà voce a sei figure femminili che, con il loro pensiero e la loro azione, hanno cambiato il corso della storia:
Giovanna d’Arco, Teresa Mattei, Mary Shelley, Angela Davis, Agnès Varda e Rosa Parks.
Attraverso gesti, luci e parole, ogni interprete ne evoca la presenza, guidata da una voce narrante che intreccia memorie e riflessioni. La scena, articolata su più livelli, si trasforma in uno spazio vivo, attraversato da corpi, musica e simboli. Nel finale corale, danza e rap si fondono in un potente atto di libertà condivisa.
Il lavoro registico è stato affiancato dalle assistenti alla regia Silvia Convertini e Carmen Ciriolo, mentre i costumi sono stati curati da Marta Balduinotti, contribuendo a rafforzare l’identità visiva e simbolica della performance. Le musiche originali, eseguite dal vivo, sono di Alex Palmieri, elemento fondamentale nel percorso di crescita artistica del progetto.
Le partecipanti si sono dimostrate attrici eccezionali, sicure, consapevoli e capaci di una presenza scenica intensa, frutto di un lavoro costante e di una dedizione profonda.
Fondamentale anche l’intervento scenografico dell’associazione Citte Citte: il teatrino interno ha cambiato completamente conformazione grazie alla realizzazione di otto nuove quinte teatrali, creando una vera e propria “scatola nera”, simbolo per eccellenza dello spazio teatrale. Un risultato che racconta oltre tre anni di lavoro, impegno e sacrifici, volti a costruire un luogo di cultura capace di liberare la mente anche in un contesto complesso come quello carcerario.
Basti pensare che nel primo spettacolo del 2023 la musica veniva avviata con un semplice mp3, mentre ieri, per la prima volta, la performance è stata accompagnata da musica dal vivo, segnando un traguardo importante per tutto il gruppo di lavoro.
Riteniamo fondamentale che queste esperienze vengano raccontate: ciò che accade in carcere è spesso difficile da diffondere, perché riguarda una comunità invisibile agli occhi della società. Eventi come Led Ladies non sono solo momenti artistici, ma azioni necessarie di apertura, dialogo e responsabilità collettiva, che meritano attenzione e spazio nel dibattito pubblico.
Led Ladies non è stato solo uno spettacolo, ma un gesto collettivo di trasformazione, ascolto e possibilità.
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