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Home Politica Sindacale

BRT, Confartigianato: “Modernità o disordine urbano?”

Redazione by Redazione
3 Novembre 2025
Reading Time: 3 mins read
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Confartigianato: “Il futuro del territorio non può dipendere solo dall’acciaio: serve una visione condivisa e sostenibile”
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Dalla carta alla realtà della strada, il progetto della nuova BRT (Bus Rapid Transit) a Taranto sembra  rivelarsi una vera e propria gatta da pelare per i tecnici comunali. Mentre si attende ancora il  confronto con l’Amministrazione comunale, che Confartigianato per prima sollecita ormai da mesi,  se da un lato si comprendono le difficoltà realizzative dell’opera, dall’altro cresce la preoccupazione  per il buon esito complessivo dell’infrastruttura e per le sue ricadute economiche e sociali sulla città. Basta percorrere le strade interessate dal progetto, specialmente quelle da sempre fulcro del 

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traffico quotidiano, per rendersi conto di come, in diversi tratti, il passaggio simultaneo di un bus di  quelle dimensioni, con corsia riservata, appaia un’impresa complessa, se non impossibile. Le stesse  arterie di collegamento con i quartieri periferici, in particolare Lama e Talsano, già oggi  perennemente congestionate, lasciano intuire le difficoltà di un sistema che, in molti punti, vedrà il  bus costretto a muoversi in modo promiscuo, all’interno del normale traffico cittadino. 

Un paradosso che rischia di snaturare la funzione stessa della BRT, rendendo i suoi tempi di  percorrenza simili a quelli dei comuni automobilisti e vanificando, almeno in parte, l’idea di un  trasporto davvero rapido ed efficiente. Si tratta di criticità ereditate dalla nuova Amministrazione  comunale, chiamata a gestire la complessità di un progetto ambizioso ma difficile da adattare a una  città come Taranto, dove la realtà quotidiana spesso smentisce la teoria dei piani su carta. 

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Ma i problemi non si fermano alla viabilità e alla durata dei cantieri. Se, come riportato ancora oggi  sulla mappa ufficiale del progetto consultabile su www.cantieretrasparentebrt.taranto.it, la BRT  passerà addirittura proprio davanti a un grande centro commerciale, già situato ai margini del centro  abitato, le conseguenze per il commercio di vicinato, e in particolare per quello del Borgo, rischiano  di essere devastanti. 

Da trent’anni si parla di rilancio, riqualificazione e rinascita del centro cittadino, ma la realtà racconta  tutt’altro: una lenta agonia fatta di strade svuotate, decoro compromesso, vivibilità ridotta e negozi  che chiudono. E ora, mentre i cantieri della BRT avanzano rapidamente, c’è il rischio concreto che le  nuove linee entrino in funzione prima che si concretizzino alcune infrastrutture annunciate, a partire  dai parcheggi (la cui situazione, come sappiamo, andrà ad aggravarsi ulteriormente con l’arrivo della  BRT), ancora oggi solo sulla carta, ma indispensabili per affrontare i problemi strutturali del cuore  della città.

Confartigianato non intende mettere in discussione la legittima attività dei centri commerciali, ognuno fa il proprio mestiere, ma è evidente che rendere ancora più agevole l’accesso a quelle  strutture, già dotate di un’offerta ampia e attrattiva, metterà ulteriormente in crisi le attività del  centro, se non saranno previste contestuali contromisure. 

È facile prevedere che, se un cittadino potrà raggiungere in pochi minuti e senza usare l’auto un  grande centro commerciale comodo, luminoso e pieno di servizi, sarà sempre più difficile  convincerlo a passeggiare tra le saracinesche abbassate del Borgo. 

Ecco perché Confartigianato lancia un appello forte e responsabile: mentre si corre verso la  modernità della BRT, non si dimentichi che il cuore pulsante della città batte, o dovrebbe battere, nel suo centro storico e commerciale. Sappiamo che l’Amministrazione comunale è già al lavoro su  alcune soluzioni, molte delle quali richiedono purtroppo tempi di realizzazione lunghi, ma è  indispensabile affiancare a queste anche interventi immediati e concreti su mobilità, sosta, decoro  urbano, incentivi alle attività di vicinato e politiche di rigenerazione. Perché se il futuro dei trasporti  viaggia a passo spedito, quello del Borgo non può più aspettare. 

Taranto ha bisogno di modernità, sì, ma anche di equilibrio, ascolto e visione. Sarebbe stato normale  poter discutere e analizzare tutto questo prima, in fase di progettazione. Ma purtroppo a Taranto  non funziona così: come troppo spesso accade, si preferisce arrivare a fatti compiuti, salvo poi  piangere sulle conseguenze. Forse, però, possiamo ancora fare qualcosa. Ed è proprio in questa  prospettiva, sulla BRT, la più grande infrastruttura realizzata sul territorio dopo la nuova base  navale, negli ultimi trent’anni, che può e deve trovare spazio il contributo di idee, proposte e  soluzioni che le principali associazioni di categoria sono pronte a offrire, con l’obiettivo comune di  conciliare innovazione, sostenibilità e tutela del tessuto economico e sociale cittadino.

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