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La rinascita del quartiere Tamburi con Don Alessandro Argentiero

Redazione by Redazione
26 Settembre 2025
Reading Time: 4 mins read
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La rinascita del quartiere Tamburi con Don Alessandro Argentiero
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Al quartiere Tamburi di Taranto, segnato da decenni di inquinamento e disagi sociali, oggi soffia un vento nuovo. A portarlo è l’impegno pastorale di don Alessandro Argentiero, prima viceparroco a San Francesco de Geronimo e dal 2021 parroco nella chiesa dei Santi Angeli Custodi, che da anni accompagna famiglie e ragazzi di questa periferia difficile. 

Qui il rosso che segna strade e balconi non è suggestione cromatica: sono le polveri sottili che si sollevano dalla lavorazione dell’acciaio del più grande complesso siderurgico d’Europa e che nel tempo si sono sedimentate su strade e case. Ma accanto alle ferite ambientali c’è la vita silenziosa di tante famiglie che non si arrendono. “Ho incontrato gente capace di sacrificarsi e di dare coraggio anche a me – racconta don Alessandro – C’è un’umanità che sa sollevarti, nonostante tutto”.
Dai primi anni 2000, il quartiere ha perso circa 10mila abitanti, fuggiti a causa dell’inquinamento, delle tossine, dei fumi. Chi è rimasto convive con malattie respiratorie, precarietà e case dal valore crollato: oggi la media è di 697 euro al metro quadro. In questo contesto, la parrocchia rimane punto di riferimento, insieme alle scuole, come unico spazio di aggregazione e ascolto. “Molti padri e madri sono in cassa integrazione – racconta il sacerdote su unitineldono.it –, non possono permettersi di trasferirsi né di portare i figli altrove. Chi resta si ritrova in una zona priva di servizi, senza spazi di aggregazione. La scuola e la parrocchia sono rimasti gli unici luoghi di incontro. La gente mi dice che il quartiere è sulla bocca di tutti ma nel cuore di pochi, perché, al di là dei proclami, manca ancora un piano d’intervento efficace”. Da questa consapevolezza è scaturita una pastorale fondata sulla vicinanza e sull’accoglienza. Nel periodo della pandemia è stato creato un centro di ascolto: non soltanto un punto di distribuzione di beni alimentari, ma principalmente un luogo dove sentirsi attesi e accolti senza giudizio. “Qui le persone sanno di trovare qualcuno disposto ad ascoltare”, spiega il parroco. Attorno a questo perno sono cresciute attività capaci di ridare ritmo alla vita del quartiere: una scuola calcio e una di danza – attività realizzate grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica – per permettere ai più piccoli di crescere insieme e per aiutare le famiglie a ritrovarsi. “Molte ragazze non frequentano la parrocchia, ma le accogliamo lo stesso. Qui ogni persona è prima di tutto amata da Dio”, dice il sacerdote.

Preti come don Alessandro non si rivolgono solo ai più abbandonati ma ad ognuno di noi. Quotidianamente ci fanno spazio, ci offrono il loro tempo, dividono volentieri un pezzo di strada e ascoltano le nostre difficoltà. Si affidano alla generosità delle comunità per essere liberi di servire tutti, senza dover pensare al proprio sostentamento. Per richiamare l’attenzione sulla loro missione, si è svolta domenica 21 settembre la Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostentamento del clero celebrata nelle parrocchie italiane. 

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I sacerdoti, oggi più che mai, rappresentano una risorsa fondamentale. Sono annunciatori del Vangelo nella concretezza della vita quotidiana, artigiani di relazioni autentiche, punti di riferimento per famiglie in difficoltà, anziani soli, giovani disorientati o in cerca di lavoro. Con discrezione e tenacia, offrono tempo, energie e ascolto costruendo reti di solidarietà e accompagnando percorsi di fede e rinascita.

“Sostenere i nostri sacerdoti non è solo un atto economico – spiega il responsabile del Servizio Promozione per il Sostegno Economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni – ma un segno concreto di appartenenza e partecipazione ecclesiale. Fa riflettere il fatto che oggi le offerte deducibili a favore dell’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero (ICSC) coprono meno del 2% del fabbisogno annuale complessivo. Dietro ogni sacerdote c’è una vita interamente dedicata agli altri. E ogni offerta, anche la più piccola, è un modo per dire ‘grazie’ e sostenere concretamente i nostri preti, permettendo loro di continuare ad essere presenza operosa nelle parrocchie”.

Basta guardare alla storia di don Alessandro: grazie al suo impegno i bambini del catechismo sono passati da 30 a 200, in una parrocchia di 4000 abitanti. Non sono tornati solo i piccoli, ma anche le loro famiglie, ritrovando legami e fiducia. Come racconta Luigi, operaio e padre di tre figli “Don Alessandro ha seminato qualcosa che mancava da anni. La parrocchia è diventata un’alternativa all’isolamento sociale causato dai cellulari. A casa, mia moglie ed io parliamo con i nostri figli di quello che vivono lì: uscite, incontri, momenti di preghiera…”.

Anche Michela, sua moglie, racconta con entusiasmo: “Don Alessandro non è solo un pastore, è un padre, un fratello maggiore per i nostri figli. Vanno in parrocchia volentieri, si divertono. C’è un clima sereno, gioioso”. Oggi la comunità guarda avanti. Dopo la demolizione del vecchio centro sportivo, troppo vicino all’area industriale, il sogno è costruire una nuova struttura polivalente: uno spazio sicuro, aperto, capace di custodire i giovani e offrire dignità a un quartiere che non vuole arrendersi.

Questa è solo una delle tantissime storie di salvezza e aiuto portate avanti sul territorio da sacerdoti, impegnati in prima linea, e dalle loro comunità. Le offerte deducibili, istituite con la revisione del Concordato, oltre quarant’anni fa, rimangono ancora oggi uno strumento poco conosciuto e sottoutilizzato. Spesso si crede, erroneamente, che l’obolo domenicale sia sufficiente a garantire il sostentamento del clero. Ma in molte realtà, queste risorse non coprono il necessario.

Le offerte deducibili, istituite con la revisione del Concordato, oltre quarant’anni fa, rimangono ancora oggi uno strumento poco conosciuto e sottoutilizzato. Nel 2024, secondo i dati diramati dal Servizio promozione sostegno economico CEI, le offerte raccolte, pari a 7,9 milioni di euro, hanno contribuito al sostentamento di circa 31.000 sacerdoti attivi nelle 226 diocesi italiane, inclusi 250 fidei donum – missionari in Paesi in via di sviluppo – e circa 2.500 sacerdoti anziani o malati che, pur avendo concluso il loro ministero, restano testimoni di una vita spesa per il Vangelo. L’ammontare raccolto, pur significativo, resta però lontano dai 522 milioni di euro necessari a garantire una remunerazione dignitosa – attorno ai 1.000 euro mensili per 12 mesi – a ciascun presbitero. Attraverso il sito www.unitineldono.it, è possibile effettuare una donazione in modo sicuro e semplice. Chi lo desidera, può anche iscriversi alla newsletter mensile per ricevere aggiornamenti e scoprire storie vere di sacerdoti e comunità che, da nord a sud del Paese, rendono visibile il volto della Chiesa che ama, accoglie e accompagna.

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