<<Sul progetto del termovalorizzatore – dichiara il Sindaco Parisi – non vedremo certo passerelle, né finti annunci o interrogazioni di facciata. La nostra posizione è chiara: continueremo a opporci in ogni sede a un intervento che rappresenta la morte del territorio e che non garantisce alcuna sicurezza per l’ambiente e la salute pubblica>>.
Il Comune di Ginosa conferma il massimo impegno per impedire la realizzazione del termovalorizzatore, a tutela della salute pubblica, dell’ambiente e delle prospettive di sviluppo sostenibile della comunità.
Dopo aver impugnato la determinazione della Regione Puglia, l’Amministrazione comunale di Ginosa ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ulteriori osservazioni, in seguito alle integrazioni volontarie depositate da Ecologistic lo scorso giugno. La relazione integrativa presentata dalla società non ha fatto altro che confermare e aggravare le preoccupazioni già espresse: i rischi ambientali e sanitari sono concreti e le criticità progettuali insormontabili.
Il documento evidenzia: emissioni in atmosfera con potenziale rischio di superamento dei limiti, piano di monitoraggio inadeguato, gestione incerta dei periodi transitori, utilizzo non giustificato del CSS come combustibile, trattamento delle acque reflue non conforme, studio sanitario incoerente e bilancio energetico non sostenibile.
A tutto ciò si aggiunge l’incompatibilità con gli strumenti di pianificazione regionale – dal Piano Paesaggistico Territoriale al Piano di Gestione dei Rifiuti Speciali – oltre alla mancanza di requisiti urbanistici e amministrativi fondamentali per l’avvio della procedura autorizzativa.
Dopo l’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Mario Turco al Ministro, la questione è stata sollevata anche alla Commissione Europea dagli eurodeputati del MoVimento 5 Stelle del gruppo The Left – Valentina Palmisano, Danilo Della Valle, Mario Furore e Dario Tamburrano – che hanno posto l’attenzione sulla compatibilità del finanziamento da 68 milioni di euro di fondi UE con il Green Deal e il principio “Do No Significant Harm”.
«Questo progetto è stato pensato male e presentato peggio. Non rispetta né l’ambiente né la salute dei cittadini, ed è incompatibile con le vocazioni agricole, turistiche e paesaggistiche del nostro territorio – prosegue Parisi – il nostro dovere, come istituzione, è difendere la comunità da un impianto che non produrrebbe alcun beneficio, ma solo rischi.
Abbiamo già dimostrato con atti concreti la nostra contrarietà, impugnando i provvedimenti regionali e producendo osservazioni puntuali. Continueremo a farlo, insieme ai cittadini e alle istituzioni che condividono questa battaglia. Ecologistic faccia un passo indietro: il nostro territorio non può e non deve diventare sede di un impianto tanto impattante».
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