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Droga in carcere, maxi operazione di Squadra Mobile e Polizia Penitenziaria, 25 arresti

Redazione by Redazione
5 Settembre 2025
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Droga in carcere, maxi operazione di Squadra Mobile e Polizia Penitenziaria, 25 arresti
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Nelle prime ore di questa mattina, la Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria – NIC  Nucleo Investigativo Regionale Puglia e Basilicata unitamente al Reparto del Corpo di P.P. di Taranto hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Taranto, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 25 soggetti (16 in carcere e 9 ai domiciliari) cui sono stati contestati i reati di detenzione e cessione di sostanza stupefacente, detenzione e porto di arma clandestina, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte dì soggetti detenuti, ricettazione e riciclaggio.

ERCOMUNICAZIONE ERCOMUNICAZIONE ERCOMUNICAZIONE

L’ordinanza costituisce l’esito di una complessa attività di indagine avviata nel giugno

del 2023 e svolta, su delega della Procura, dalla Squadra Mobile della Questura di Taranto e dalla Polizia Penitenziaria – NIC Nucleo Investigativo Regionale Puglia e Basilicata unitamente al Reparto del Corpo di P.P. di Taranto, che ha consentito di portare alla luce e di smantellare una vasta e ramificata attività di cessione di hashish che, tra il luglio e l’ottobre del 2023, si era sviluppata all’interno della Casa Circondariale di Taranto.

Sono stati individuati due gruppi particolarmente attivi in tali illecite attività: uno composto da detenuti tarantini, facenti capo a tre pluripregiudicati di spicco; l’altro costituito da detenuti baresi, che facevano riferimento ad altro detenuto di quella provincia.

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Secondo quanto ricostruito nella fase delle indagini, l’hashish veniva introdotto all’interno della struttura carceraria, per la successiva commercializzazione, dai familiari dei detenuti in occasione dei colloqui sulla base di accordi presi in presenza ovvero nel corso dì comunicazioni che avvenivano attraverso l’illecito utilizzo di telefoni cellulari intestati, nella maggior parte dei casi, a soggetti stranieri irreperibili, nelle quali si fornivano istruzioni sulle modalità che si sarebbero dovute osservare per il confezionamento e l’occultamento dello stupefacente al fine di limitare le possibilità di rinvenimento dello stesso durante i controlli eseguiti dalla polizia penitenziaria.

L’attività di cessione dello stupefacente si rivelava particolarmente proficua dal momento che il prezzo di vendita dell’hashish all’interno delle mura carcerarie era molto più alto che all’esterno, proprio per l’elevato rischio connesso all’introduzione della droga nell’istituto.

Le indagini, svolte attraverso intercettazioni, pedinamenti e sequestri, hanno condotto all’identificazione sia dei fornitori della sostanza, residenti nelle province di Bari e Taranto, che di tutti coloro che concorrevano nell’attività di approvvigionamento nonché degli intestatari delle carte prepagate su cui confluivano i pagamenti dello stupefacente da parte degli acquirenti, contribuendo ad arginare un fenomeno che desta

sempre maggiore allarme, quale quello rappresentato dalla continua introduzione nelle strutture detentive di sostanze stupefacenti e di altri mezzi (telefoni cellulari e smartphone) che facilitano le comunicazioni con l’esterno e consentono alla popolazione carceraria di continuare a gestire le attività illecite nonostante lo stato di detenzione.

Per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino alla sentenza di condanna.

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