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M5S, Ex Ilva: nuovo sequestro, vecchia soluzione

PeaceLink: “Nuovi terribili dati sui tumori, il sindaco di Taranto impugni l’AIA ILVA”

Comunicato stampa di PeaceLink

Redazione by Redazione
1 Settembre 2025
in Senza categoria
Reading Time: 5 mins read
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Ci sono oggi due importanti notizie.

La prima è che la Procura di Taranto scende nuovamente in campo forte dei dati di una nuova consulenza tecnica sui tumori a Taranto nell’ambito dell’indagine relativa al benzene dell’ILVA.

La seconda notizia è che il Ministero dell’Ambiente (MASE) ha pubblicato online il Parere Sanitario del Sindaco di Taranto (finora non reperibile) rilasciato nell’ambito della procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale.

I nuovi dati sui tumori a Taranto

Da indiscrezioni apparse sulla stampa veniamo a conoscenza di alcuni dati relativi alla nuova consulenza tecnica consegnata alla Procura di Taranto. La consulenza è stata realizzata dall’oncologo Luciano Mutti e dall’epidemiologo Giovanni Baglio. Sulla base di tali ricerche, di cui siamo venuti a conoscenza dalla stampa, le diagnosi di cancro a Taranto sarebbero state 2.679 nel 2020, 2.101 nel 2021 e 2.345 nel 2022. 

I ricoveri per tumore maligno nel comune di Taranto sarebbero stati 7.125 fra il 2020 e il 2022. 

Gli esperti della Procura, relativamente al benzene, avrebbero parlato di “concentrazioni medie e picchi tali da rappresentare una condizione di pericolo per la salute umana”.

Secondo i dati emersi, i tumori osservati si confermerebbero in eccesso rispetto a quelli attesi. Se tutto ciò che è emerso fosse confermato, saremmo di fronte a qualcosa di gravissimo e di assolutamente inaccettabile.

Si tratterebbe infatti della prosecuzione di una mostruosa lotteria del cancro a Taranto. 

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Questi soli dati, anche se nessuno di essi – ragionando per astratto – dovesse essere essere attribuibile alle emissioni dell’ILVA, ci devono comunque portare a riaffermare il principio di precauzione per l’autorizzazione AIA in corso. Non si può aggiungere infatti – in una situazione gravemente compromessa – alcun nuovo peso ambientale. Non sarebbe ragionevole proseguire nel tempo con il rischio sanitario se la situazione fosse così grave. La lotteria va fermata. Non si può accettare un nuovo pericolo, anche se risultasse ridotto rispetto al passato. Non si può perché esiste un principio elementare di tutela della salute pubblica che non consente, a fronte di una situazione attuale e immanente già così grave e inaccettabile, di proseguire l’esposizione nel tempo a fonti emissive che costituiscano ulteriore pericolo per la salute pubblica. Quando esiste una situazione attuale e immanente compromessa tutto ciò che potrebbe essere magari accettabile in una condizione di normalità diventa inaccettabile in una situazione di alto rischio, specie in un contesto di eccesso conclamato di patologie tumorali. Solo una politica basata sul cinismo e sul disprezzo della vita umana non tiene conto di tale basilare principio.

Per questo è ragionevolmente a chiedere – alla luce del grave quadro di compromissione della salute pubblica a Taranto – che non sia riautorizzata la produzione dell’area a caldo dello stabilimento ILVA, neanche per una anno.

Alla luce di queste considerazioni appare importante il fatto che sia stato ora reso pubblico il Parere Sanitario con cui il Sindaco ha espresso “motivato dissenso al rilascio dell’AIA”.

La pubblicazione del Parere Sanitario del Sindaco

Il Ministero dell’Ambiente (MASE) ha infatti pubblicato sul sito della procedura AIA per lo stabilimento ILVA di Taranto, il Parere Sanitario con cui il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha detto no alla nuova autorizzazione integrata ambientale. Ce ne siamo accorti ieri, fino a qualche giorno fa non compariva sul sito del MASE. Tale Parere Sanitario del Sindaco, previsto dall’articolo 29-quater, comma 6 del dlgs 152/2006, è importante in quanto non è stato tenuto in conto dal decreto AIA del Ministero dell’Ambiente (MASE), come previsto dalla legge.

Il MASE, per giustificarsi, aveva scritto “che i pareri non favorevoli espressi, nel corso della seduta della Conferenza di Servizi del 17 luglio 2025, dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Taranto, dal Comune di Taranto e dal Comune di Statte sono riferiti principalmente a questioni che non costituiscono oggetto della Conferenza, in quanto attinenti all’assenza di un programma che assicuri la progressiva e completa decarbonizzazione del sito produttivo”. Ma adesso questa tesi del MASE non regge più in quanto – come si può leggere – nel Parere Sanitario del Sindaco risultato ampi stralci dedicati alla salute, ed è tutto finalmente è pubblico. Del Parere Sanitario del Sindaco di Taranto, inviato il 17 luglio 2025, non vi è traccia nel decreto ministeriale AIA per lo stabilimento ILVA.

PeaceLink oggi pubblicherà in home page l’intero Parere Sanitario del Sindaco di Taranto che parla di “rischio sanitario grave, attuale e persistente, che impone a questa Amministrazione di tradurre tali evidenze in prescrizioni vincolanti”.

Avere ignorato nell’AIA ministeriale questi riferimenti è sconcertante.

Il Sindaco, a proposito della VIS (Valutazione Impatto Sanitario) presentata dal gestore per l’ILVA afferma: 

“Il parere dell’ISS del 18/3/2025 agisce come elemento dirimente. Esso conferma che le le integrazioni fornite dal gestore sono “parziali e insufficienti” e che le incongruenze non sono totalmente superate”. E aggiunge, relativamente al PIC (parere istruttorio conclusivo, collegato all’autorizzazione AIA): “Si rileva la permanenza di criticità sanitarie per le quali non sono state ancora forniti, allo stesso istituto, sufficienti elementi a garanzia della salute pubblica. Di fatto, con la Prescrizione n. 2 del PIC, il G.I. (Gruppo Istruttore ndr) posticipa la valutazione complessiva degli aspetti sanitari a 3 mesi dal rilascio dell’autorizzazione, mentre sarebbe più ragionevole subordinare il rilascio dell’AIA alla conclusione di tali valutazioni (…) Per quanto sopra riportato il Comune di Taranto esprime il proprio motivato dissenso al rilascio dell’AIA, comunicando che, solo a garanzia della tutela della salute, in caso di chiusura favorevole dei lavori della Conferenza dei Servizi odierna, il provvedimento dovrà comprendere le seguenti prescrizioni”.

Dopo di che segue un elenco di prescrizioni del Sindaco di Taranto di cui il MASE, come già detto, non ha però tenuto conto, pur essendo chiara la normativa (dlgs 152/2006, art 29 quater, comma 6) che prevede esplicitamente che “nell’ambito della conferenza dei servizi vengono acquisite le prescrizioni del sindaco”.

Il Sindaco aveva scritto prescrizioni su

– biomonitoraggio umano, in particolare per bambini e lavoratori;

– nuova centralina di rilevazione degli inquinanti nel quartiere Tamburi di Taranto, entro 60 giorni dall’emanazione dell’AIA;

– Valutazione di Impatto Sanitario sui lavoratori

– studio sull’impatto degli inquinanti neurotossici (piombo, vanadio, ecc.) sul neurosviluppo dei bambini;

– un programma pluriennale di Sorveglianza Epidemiologica Attiva sulla popolazione realizzato da ASL, ISS e Aress con costi a carico del gestore;

– revisione anticipata dell’AIA in caso di mancata riduzione del rischio

– sanzioni in caso di mancato rispetto delle prescrizioni del Sindaco

– oneri di pulizia del quartiere Tamburi e carico del gestore.

Di tutto ciò nulla è stato inserito dal MASE nel decreto AIA e pertanto PeaceLink chiede al Sindaco di Taranto di impugnare l’AIA davanti al TAR.

Appello di PeaceLink

La necessità di impugnare l’AIA è resa ancora più urgente e necessaria per i drammatici dati sanitari che sono trapelati in queste ore e su cui sta indagando la Procura di Taranto. Sapere che ogni anno oltre duemila tarantini ricevono una diagnosi di cancro è qualcosa di grave e disumano.

Di fronte a questo stato emergenziale non è accettabile un’AIA che preveda non solo la prosecuzione della produzione dell’ILVA ma anche la riattivazione di tutti gli impianti produttivi – attualmente fermi – dell’area a caldo, triplicando la produzione attuale e autorizzandola per altri dodici anni. 

Per ragioni umanitarie il sacrificio della popolazione di Taranto deve cessare.

Come ha scritto l’ONU, Taranto è una “macchia sulla coscienza dell’umanità”. Non è più solo inquinamento ma disprezzo dei diritti umani. Proseguendo così viene meno il dovere di protezione della popolazione, dovere primario sancito dalle norme internazionali. I decisori politici pieghino le loro ginocchia davanti alla morale. E alla sofferenza.

Chi ritiene di poter proseguire in tale disprezzo per la vita di migliaia di persone viene meno allo stesso rispetto della Costituzione Italiana. Noi andremmo al TAR per fermare la strage e per proteggere i cittadini.

Ci auguriamo che lo faccia anche il Sindaco di Taranto se vuol essere coerente.

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