Le parole del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, chiariscono un passaggio decisivo nella vicenda ex Ilva, il Sindaco, già nei giorni scorsi, avrebbe trasmesso una propria proposta di accordo di programma. Un fatto che, se confermato, renderebbe di fatto superate molte delle iniziative avviate a livello locale nei giorni scorsi – dagli incontri pubblici alla richiesta di un Consiglio comunale monotematico – e spiega il clima di stallo politico e istituzionale.
“Di fronte a decisioni maturate altrove o comunicate solo a posteriori – afferma l’Avv. Mirko Di Bello – è inevitabile chiedersi quale ruolo sia rimasto alle istituzioni cittadine. Il confronto è stato superato, la trasparenza sacrificata.”
Nel frattempo, la maggioranza ha presentato un cosiddetto “Piano C” che prevede la chiusura dell’area a caldo entro il 2030 e la transizione verso forni elettrici, alimentati in prospettiva da fonti rinnovabili e idrogeno verde. Un piano che, secondo Di Bello, resta troppo vago, proiettato su un orizzonte temporale e tecnologico incerto.
“Rinviare al 2030 significa allungare ulteriormente la vita di un impianto inquinante. Parlare di tecnologie future a Idrogeno verde senza certezze sui tempi, sui costi e sulle ricadute reali, rischia di essere un esercizio retorico. Le bonifiche, da sempre promesse, continuano a non avere strumenti operativi vincolanti.”
Sul fronte politico, Di Bello prende atto del ritiro delle dimissioni del Sindaco, accogliendolo come un gesto di responsabilità richiesto da gran parte del Consiglio comunale. Tuttavia, alla luce di notizie che riportano una sua possibile interlocuzione diretta con il Governo, si impongono alcune domande di merito.
“Se l’intento era opporsi all’accordo proponendo un modello alternativo – sottolinea – perché non convocare comunque il Consiglio monotematico richiesto?
L’intera vicenda, osserva Di Bello, ha generato confusione, alimentando tensioni e disorientamento tra cittadini e rappresentanze civiche.
“La democrazia locale è stata messa da parte. Le scelte sono avvenute lontano da Taranto, senza un confronto aperto, né in Consiglio né con il territorio.”
Scopri di più da Tarantini Time Quotidiano
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.










