Un’area demaniale di oltre 10.000 metri quadrati trasformata in una discarica abusiva a cielo aperto, rifiuti speciali bruciati sistematicamente, emissioni nocive e gravi rischi per l’ambiente e la salute pubblica. È il quadro emerso dall’operazione “Vulcano”, condotta dalla Guardia Costiera di Taranto sotto il coordinamento della Procura della Repubblica e conclusasi il 30 luglio con l’esecuzione di quattro misure cautelari e il sequestro di terreni e mezzi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i quattro indagati – operanti in concorso tra loro – avrebbero organizzato un’attività illecita di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti, anche pericolosi, senza alcuna autorizzazione. I materiali venivano ritirati da privati e imprese, trasportati con mezzi non idonei e abbandonati in località Masseria Capitolo, nell’agro di Taranto. Qui venivano dati alle fiamme per recuperare i residui metallici destinati alla vendita.
L’area è stata posta sotto sequestro e sgomberata. Tra i provvedimenti cautelari eseguiti: arresti domiciliari, obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali legate al settore dei rifiuti.
L’indagine, durata diversi mesi, ha permesso di documentare una rete estesa che coinvolgerebbe anche soggetti operanti nel settore produttivo, responsabili del conferimento di rifiuti speciali poi smaltiti in modo illecito. Tra i materiali ritrovati e combusti figurano frigoriferi, impianti di refrigerazione fuori uso, elettrodomestici, pneumatici e altri rifiuti ingombranti.
Sequestrati anche cinque autocarri impiegati nei trasporti. L’attività avrebbe garantito profitti illeciti attraverso la vendita dei metalli recuperati, ignorando le più elementari norme di sicurezza e tutela ambientale.
Scopri di più da Tarantini Time Quotidiano
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.










