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Home Politica Sindacale

Collassa durante l’orario di lavoro, la denuncia di Uil Poste

Redazione by Redazione
23 Luglio 2025
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Collassa durante l’orario di lavoro, la denuncia di Uil Poste
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Un fatto di una gravità inaudita si è verificato il 21 luglio presso il Centro Logistico Taranto Recapito. Una lavoratrice, già dichiarata ipersuscettibile dal medico competente aziendale, è stata costretta a operare in esterna sotto temperature torride, nonostante l’allerta meteo e le limitazioni sanitarie prescritte. La donna è collassata durante il turno, soccorsa e trasportata d’urgenza al pronto soccorso di Taranto, dove si trova tuttora sotto osservazione.

La UILPoste Taranto condanna con forza l’atteggiamento irresponsabile della dirigenza, che ha imposto la prestazione ignorando l’articolo 2087 del Codice Civile, che obbliga il datore di lavoro a «tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore», e disattendendo gravemente quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008 in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

A rendere ancora più grave l’episodio è il fatto che, al momento dell’accaduto, fossero già pienamente operative due ordinanze che vietano le attività lavorative all’esterno nelle ore centrali della giornata in caso di rischio climatico elevato. La Regione Puglia, con ordinanza n. 350 del 18 giugno 2025, ha infatti disposto, fino al 31 agosto, il divieto di lavoro all’aperto tra le 12:30 e le 16:00 nei giorni segnalati come critici dal sistema Worklimate, e il Comune di Taranto, con un provvedimento del 24 giugno, ha ribadito tali misure rafforzando gli obblighi a carico dei datori di lavoro durante le ondate di calore. Nonostante ciò, la lavoratrice è stata comunque mandata in servizio, con la motivazione – fornita dal preposto – che l’allerta sarebbe “ufficialmente” scattata solo dalle ore 16:00. Una giustificazione che risulta del tutto inaccettabile non solo sul piano umano e gestionale, ma anche rispetto alle normative e alle misure straordinarie emanate dalle autorità locali.

“Quanto accaduto non è solo una violazione normativa, è una ferita alla coscienza di un Paese civile”, dichiara Giuseppe Manfuso, segretario generale UILPoste Taranto.
“Parliamo di una lavoratrice certificata come ipersuscettibile, che avrebbe dovuto essere esclusa da qualunque servizio in esterna in condizioni climatiche estreme. Invece è stata inviata ugualmente al recapito con la giustificazione surreale che ‘l’allerta ufficiale sarebbe partita solo dalle 16’. Una logica perversa che umilia la medicina del lavoro e calpesta la dignità umana. Chiediamo l’immediata apertura di un’indagine interna, sanzioni per i responsabili e il riconoscimento formale dell’infortunio.”

“Ci troviamo di fronte a una gestione che ha perso il senso del limite. L’art. 18 del Testo Unico sulla sicurezza prevede la protezione dei soggetti fragili in condizioni di rischio aggravato. Qui, invece, la dirigenza si è nascosta dietro cavilli orari dell’allerta meteo, pur sapendo che sin dal mattino erano in atto temperature pericolose. È un fatto di responsabilità morale, oltre che legale. Se Poste Italiane pensa di poter continuare a fare utili ignorando la salute dei propri dipendenti, troverà sempre la UIL a bloccarne la deriva”, aggiunge Gennaro Oliva, coordinatore generale UIL Taranto.

UILPoste Taranto ribadisce con forza le proprie richieste: si renda immediatamente operativa un’indagine interna volta ad accertare tutte le responsabilità di quanto accaduto; si adottino provvedimenti disciplinari nei confronti di chi ha esercitato pressioni inaccettabili su una lavoratrice certificata come fragile; si proceda al riconoscimento formale dell’infortunio sul lavoro, trasmettendo regolare segnalazione agli enti ispettivi competenti. Non ci accontenteremo di rassicurazioni verbali: chiediamo atti concreti, perché la tutela della salute e della dignità umana deve tornare al centro dell’agire aziendale.

“Siamo pronti ad andare fino in fondo” – conclude Manfuso – “perché il diritto alla salute non si sospende alle 16:00.”

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Il contenuto è stato sottoposto ai controlli redazionali indicati prima della pubblicazione.

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