A poche ore dalla nuova riunione convocata questa mattina alle 9 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tra il ministro Adolfo Urso, la Regione Puglia, gli enti locali di Taranto e l’Autorità Portuale, si complica la possibilità che il sindaco di Taranto, Piero Bitetti (centrosinistra), firmi l’accordo di programma sulla decarbonizzazione dell’acciaieria.
Il documento, presentato ieri dal Governo come bozza, prevede due scenari: uno con gli impianti di DRI (preridotto) a Taranto e una nave di rigassificazione a supporto, l’altro senza tali impianti, ma con l’introduzione dei nuovi forni elettrici. La firma dell’intesa, inizialmente attesa per oggi, appare ora molto improbabile.
Undici consiglieri comunali di maggioranza, tra cui esponenti di PD, Demos, AVS e Con – movimento vicino al governatore pugliese Michele Emiliano – hanno infatti chiesto formalmente al primo cittadino di rimandare ogni decisione. In una lettera inviata nella notte al sindaco Bitetti, eletto a giugno e proclamato meno di un mese fa, i consiglieri sollecitano a “riportare la scelta della adesione ad un eventuale accordo, ad un dibattito democratico nella assise consiliare e rimandare la decisione della firma dello stesso agli esiti di questo dibattito”.
Secondo i firmatari, “ci troviamo ad affrontare un tema che non possiamo ridurre ad una discussione tra ruoli istituzionali, che sottende un ribaltamento di responsabilità tra chi non vive in questa città e i suoi cittadini. Non sei solo. Siamo al tuo fianco, pronti a contribuire con senso civico e spirito costruttivo a quel cambio di rotta che la nostra comunità attende da troppo tempo”.
Il gruppo di maggioranza chiede che “nulla debba essere firmato e che ogni decisione su questioni di così grande rilevanza venga rimandata e discussa a Taranto, in Consiglio comunale, affinché sia condivisa, ben vagliata e davvero orientata a una svolta strutturale, giusta e sostenibile”.
Al centro della richiesta vi è una forte contrarietà alla possibile installazione di una nave di rigassificazione a Taranto, ipotesi che genera perplessità da parte del Comune e una netta opposizione nel mondo ambientalista. La proposta di sottoscrivere oggi un preaccordo limitato alla sola decarbonizzazione e ai forni elettrici, rinviando la questione dell’approvvigionamento del gas, sembrava percorribile fino a ieri sera, ma l’intervento della maggioranza interna al sindaco rischia di bloccare anche questa ipotesi.
“Una discussione – prosegue la lettera – che metta al centro la salvaguardia occupazionale, il diritto alla salute, la tutela ambientale e una riconversione economica capace di generare lavoro pulito, duraturo e sicuro. Non accetteremo più che si continui a contrapporre lavoro e vita, industria e dignità, sviluppo e giustizia”.
I consiglieri concludono: “Abbiamo ora l’occasione di scrivere insieme una nuova pagina per Taranto e lo dobbiamo ai nostri figli e alle nostre famiglie. Una pagina che lasci alle spalle ambiguità e compromessi al ribasso, e sappia invece unire istituzioni, cittadinanza e forze sociali in un progetto di rinascita ecologica, occupazionale e culturale”.
Scopri di più da Tarantini Time Quotidiano
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.










