La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per aver violato i diritti di 39 cittadini di Taranto che avevano chiesto giustizia per i danni provocati alla loro salute dalle emissioni inquinanti prodotte dall’acciaieria ex-Ilva. Lo Stato italiano, ai sensi della decisione presa all’unanimita’ dai giudici di Strasburgo, dovra’ versare 5 mila euro a ciascun ricorrente. Diversi di loro sono o erano lavoratori della fabbrica e alcuni hanno contratto patologie “che ritengono essere malattie professionali”, si ricorda nella decisione. I cittadini si erano rivolti alla Corte di Strasburgo perche’ ritenevano che l’Italia non avesse adottato le misure legali e regolamentari per proteggere la loro salute e l’ambiente e non avesse fornito loro informazioni sull’inquinamento e sui rischi connessi per la loro salute. I
ricorrenti affermavano, infine, di aver subito una violazione del loro diritto a un ricorso effettivo. La Corte, citando le precedenti condanne all’Italia per altri casi collegati alle emissioni dell’acciaieria, ha sostenuto che ci sia stata una violazione degli articoli 8 e 13 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo, rispettivamente sul rispetto della vita privata e familiare e sul diritto a un ricorso effettivo.
Governo a Strasburgo, attuate maggior parte misure
Il governo italiano ha trasmesso al comitato dei ministri del Consiglio d’Europa un nuovo documento contenente informazioni sui progressi fatti per garantire che le attività dell’ex Ilva non mettano più a rischio la salute degli abitanti di Taranto e dei comuni vicini. Secondo l’agenda del comitato dei ministri il caso, dopo la nuova condanna arrivata oggi dalla Corte dei diritti umani, sarà esaminato il prossimo giugno.
Il documento inviato da Roma contiene un resoconto sugli interventi previsti per il 2021 dal piano ambientale, valutati durante l’ultima riunione dell’Osservatorio Ilva, tenutasi lo scorso 14 dicembre. Il governo afferma che dalla documentazione fornita dalle varie entità coinvolte nell’attuazione del piano ambientale “emerge che la maggior parte delle misure previste sono state attuate”.
Il governo ne riporta in particolare sei, tra cui l’istallazione di un filtro a maniche per il camino E312 nel reparto agglomerazione, la modernizzazione di 4 batterie di forni per la cokefazione e i lavori di l’ambientalizzazione di tre altoforni.
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