Arrestato un uomo di 46 anni, pluripregiudicato originario della Basilicata, ma residente a San Giorgio Jonico. L’accusa è di maltrattamenti in famiglia, minacce aggravate, violenze e percosse alla compagna e gravissime lesioni nei confronti del figlio della donna.
I carabinieri della Sezione Operativa di Martina Franca, coadiuvati dai carabinieri della compagnia di San Giorgio Jonico, hanno tratto in arresto l’uomo, che si nascondeva in un’abitazione di Crispiano dopo esser fuggito al seguito dell’ennesimo atto di violenza consumatosi nel pomeriggio di ieri, ai danni non soltanto della compagna, ma anche nei confronti del figlio della donna intervenuto in difesa della madre.
Dopo anni di maltrattamenti e percosse, nella giornata di ieri la situazione è degenerata in maniera incontrollata: l’uomo che – secondo quanto riferito dalla nota stampa diffusa dai Carabinieri – era ubriaco, si sarebbe dapprima scagliato contro la donna, sferrandole calci e pugni con estrema violenza. Il figlio della stessa, che assisteva la scena, sarebbe intervenuto in difesa della madre, tentando di proteggerla dalle barbarie del 46enne. L’intervento del ragazzo avrebbe, però, scatenato la furia dell’uomo che a quel punto si è accanito contro entrambi. Madre e figlio sono riusciti a divincolarsi e fuggire nella camera da letto, ma l’uomo li ha inseguiti e dopo vari tentativi per abbattere la porta, è riuscito poi a sfondarla: raggiunti la donna e suo figlio, avrebbe infine sferrato un colpo di bastone al ragazzo, dandosi poi alla fuga.
Il giovane è stato soccorso dagli operatori sanitari del 118 e ricoverato d’urgenza all’Ospedale SS. Annunziata.
Il pluripregiudicato, grazie alle incessanti ricerche delle forze dell’ordine, è stato raggiunto dai carabinieri a Crispiano, dove è stato catturato dal personale della Sezione Operativa della Compagnia di Martina Franca e, al termine delle formalità di rito, trasferito nel Carcere di Taranto.
Le violenze domestiche durante il lockdown – come confermato dai dati Istat diffusi nel luglio 2020 – segnano un aumento, registrando +119% (passando da 6956 a 15280) delle richieste telefoniche di aiuto al numero anti-violenza e stalking 1522 – attivo h24 – rispetto allo scorso anno (considerato lo stesso arco temporale).
Durante la quarantena è dunque aumentato il rischio di violenza domestica e, di fatto, le norme di distanziamento sociale per il contenimento del contagio, si sono rivelate involontario elemento di ostacolo per trovare la via di fuga da situazioni di estrema pericolosità.
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