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Raddoppiato nel 2020 il benzene cancerogeno a Taranto, nonostante il Covid

Redazione by Redazione
12 Agosto 2020
Reading Time: 3 mins read
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Raddoppiato il benzene cancerogeno nel 2020 a Taranto nonostante il Covid. Il Comitato Cittadino scrive al Sindaco affinché dichiari l’ILVA incompatibile con la salute pubblica e formalizzi la richiesta di fermo dei suoi impianti inquinanti


IL PICCO DI BENZENE

Si è registrato a Taranto un picco benzene. E’ accaduto giovedì 6 agosto. La centralina Arpa del quartiere Tamburi in via Orsini ha riportato un valore di 9.1 mcg/m3. Il valore più elevato si è registrato all’interno dell’ILVA. La centralina Meteo Parchi (ILVA) ha infatti registrato 10 mcg/m3 e questo ci induce a pensare che la sorgente del  picco di benzene sia da individuare dentro lo stabilimento siderurgico. Elevato anche il valore registrato nella centralina Arpa di via Alto Adige: 6 mcg/m3. E’ l’ultimo di una serie di picchi registrati dalle centraline Arpa e Ispra.


BENZENE RADDOPPIATO NEL 2020 

Se si osserva la media del benzene rilevato nel periodo gennaio-luglio 2020 rispetto all’anno precedente nel quartiere Tamburi l’aumento è stato del +113%, nella cokeria ILVA è del +83%, nella centralina ILVA di Meteo Parchi è del +193%. Praticamente il benzene nell’ILVA è più che raddoppiato nonostante la riduzione della produzione e il lockdown. Ricordiamo che il benzene è classificato dalla IARC come cancerogeno certo.
Questi dati dimostrano che lo stabilimento siderurgico è talmente fatiscente che neppure la riduzione della produzione consente di raggiungere risultati accettabili e costanti.


LA POSIZIONE DEL COMITATO CITTADINO SULL’ILVA

La posizione del Comitato Cittadino è pertanto quella di non attendere oltre e di richiedere la revoca della facoltà d’uso agli impianti ILVA posti sotto sequestro penale. Ricordiamo che la facoltà d’uso era condizionata dalla Corte Costituzionale alla messa a norma degli impianti, cosa che non è avvenuta e che è stata continuamente rinviata fino a diventare una chimera. Tale mancanza di rispetto delle prescrizioni AIA (autorizzazione integrata ambientale) non è stata compensata neppure dalla ridotta produzione, come dimostrano i dati che diffondiamo con questo comunicato.


LE RICHIESTE DEL COMITATO CITTADINO AL SINDACO

Il Comitato Cittadino si rivolge al Sindaco sottoponendo tali dati alla sua attenzione e invitandolo a chiedere in modo netto e ufficiale al Ministero dell’Ambiente la revoca della facoltà d’uso degli impianti sottoposti a sequestro penale. Il sindaco ha la possibilità in tal modo di richiedere il fermo degli impianti ILVA sotto sequestro. La richiesta di fermo degli impianti sotto sequestro deve a nostro parere essere formalizzata in tutte le sedi competenti, anche perché il Sindaco è responsabile della salute. Chiediamo pertanto al Sindaco di Taranto che dichiari ufficialmente l’incompatibilità degli impianti inquinanti dell’ILVA con la salute pubblica, alla luce di tutti gli studi epidemiologici fino a ora prodotti e in ragione anche delle evidenze scientifiche prodotte con la VIIAS (Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario) pubblicata nel 2019 e che prevede rischi sanitari inaccettabili nel quartiere Tamburi anche con produzione ridotta.Il Sindaco di Taranto ha quindi tutti gli elementi per formalizzare una richiesta di fermo degli impianti inquinanti perché provocano un rischio sanitario inaccettabile e perché il sindaco è il primo garante della salute pubblica in quanto ufficiale sanitario.Il Comitato Cittadino invita inoltre il Sindaco ad intervenire a livello europeo in merito alla applicazione della sentenza della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) che ha condannato l’Italia. In questi mesi è infatti in atto la verifica dell’osservanza della sentenza e a nostro parere il Sindaco dovrebbe dichiarare e documentare l’inosservanza di tale sentenza da parte del Governo offrendo tutte le evidenze scientifiche, anche di tipo predittivo, di rischio inaccettabile per la salute.A ulteriore supporto dell’azione di tutela della popolazione, il Comitato Cittadino chiede che il Sindaco istituisca il registro di mortalità, recentemente previsto anche dalla legge n.29 del 22 marzo 2019, per documentare e aggiornare in tempo reale gli eccessi di mortalità nei quartieri più vicini all’ILVA.E’ infatti compito del Sindaco valutare e aggiornare lo stato di salute complessivo della comunità che amministra, prendendo ogni iniziativa a tutela della popolazione.Il Comitato Cittadino chiede al Sindaco un incontro perché venga presa con la massima rapidità la decisione di dichiarare l’ILVA incompatibile con la salute pubblica ai fini del fermo degli impianti inquinanti.

✓ CONTROLLO EDITORIALE
Il contenuto è stato sottoposto ai controlli redazionali indicati prima della pubblicazione.

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