Sono partite questa mattina le iscrizioni all’Associazione Marco Pannella.
L’avvio è stato dato attraverso una conferenza stampa cui hanno partecipato i soci fondatori Claudio Leone, Pino de Padova e Annarita Digiorgio, insieme al Deputato del Partito Democratico Ubaldo Pagano, e alla consigliera regionale di Forza Italia Francesca Franzoso.
La loro presenza testimonia non una piattaforma di grande coalizione, bensì la prassi politica dell’Associazione che non nasce per candidarsi alle elezioni, ma per fornire uno strumento di lotta politica a chiunque condivida anche un solo tratto del tragitto
comune.
Che in linea con il percorso che ha tracciato Marco Pannella si pone l’obiettivo ultimo della difesa della giustizia, dello stato di diritto, della libertà e della democrazia. Un’associazione transpartito dunque che attraverso i suoi iscritti, anche esponenti
politici di diversi partiti, vuole raggiungere il cuore delle istituzioni.
Cosi è stato ad esempio con gli onorevoli Franzoso e Pagano, i quali, a seguito di visite ispettive con l’associazione presso gli istituti di Taranto e Bari, hanno richiesto Franzoso un’audizione in consiglio regionale di tutti gli operatori regionali sulla sanità penitenziaria, mentre Pagano ha rivolto un appello formale al Presidente della Camera
per il riavvio del dibattito sulla riforma penitenziaria: “nonostante il guardasigilli Bonafede abbia annunciato di voler abdicare la riforma, farò formale appello a Fico che ha dimostrato una sensibilità maggiore rispetto ad altri leader, per calendarizzare subito la discussione per la ripresa dell’iter della riforma.
I decreti delegati infatti scadono il 3 agosto, e non possiamo lasciar cadere il lavoro di due anni che, situazione rara, è stato condiviso da tutti gli operatori del settore. Al contempo bisogna potenziare il comparto sanitario penitenziario regionale, rivedere le piante organiche della polizia penitenziaria, incrementare misure alternative, e potenziare l’attenzione delle istituzioni locali che devono essere pronte a riaccogliere chi ha scontato la pena in carcere o a riabilitare chi deve scontarla in misure alternative.”
In fine l’on. Pagano descrive perfettamente quello che era il sentire di Marco Pannella e dell’associazione: “Non aveva timore in un epoca perbenista a prendere per le corna i temi più scottanti che sembrava indicibile ascoltare perché contro l’opinione pubblica dilagante. Ma era questo, ed è ancora oggi, l’unico antidoto al populismo: la popolarità profonda delle questioni Aldilà della patina dei luoghi comuni”.
Allo stesso modo Francesca Franzoso: “Pannella era un gentiluomo che ha lottato per i diritti di ciascuno di noi, nessuno deve sentirsi escluso nelle battaglie che lui ha condotto per tutti. Perché anche se apparentemente possiamo pensare che non ci toccano, in realtà le battaglie per l’individuo coprono i diritti di chiunque. Come quella per la giustizia giusta, per cui ognuno di noi pensa di non esserne mai sfiorato e invece chiunque può restarne vittima.
La nascita di questa associazione proprio a Taranto è una conquista per questa città che deve sotto molti aspetti ancora imparare a riconoscere cosa vuol dire uno stato liberale. Difronte a un governo sotto molti aspetti inquietante, vi auguro di essere come lo era Pannella faro e baluardo contro l’afonia delle opposizioni.
Perché la figura di Marco Pannella è trasversale, non è patrimonio solo dei radicali ma di tutti”.
L’avvocato Massimo Moretti, tra i primi iscritti all’associazione ha cosi fatto l’imbocca al lupo all’associazione: “io credo che nel vuoto totale di politica in cui viviamo gli unici spazi veri per chi vuole fare politica siano quelli che hanno a che fare con la tutela dei
diritti delle persone.
E credo che sia più facile ottenere risultati “politici”, utili per i cittadini, con azioni che possono svolgersi meglio attraverso associazioni come questa.
Intendo dire, con un esempio semplice, chi, a vostro parere, ha aiutato di più la causa del diritto ad una morte dignitosa? I partiti in parlamento o il radicale Marco Cappato con la sua azione dimostrativa e fuori dagli schemi ormai superati dell’attuale dibattito politico? Si potrà meglio accendere i riflettori su quello che accade nei tribunali italiani
mediante le associazioni sindacali forensi e gli ordini, o attraverso la capacità di azione e comunicazione di associazioni che si muovano svincolate da condizionamenti?
Io guardo a questa associazione con grande interesse, perché soprattutto in questo momento in cui sembra che stiano saltando tutte le garanzie per i cittadini, dai diritti acquisiti, un tempo ritenuti intoccabili, alle garanzie processuali e sostanziali nei processi, al diritto alla privacy, alla libertà, alla riservatezza, ad un giusto e rapido processo, e ad una pena certa e tesa alla rieducazione del condannato come dice l’art. 27 della Costituzione, c’è bisogno di un presidio di legalità, di un manipolo di volenterosi che resistano a piè fermo, che difendano un argine, che richiamino noiosamente al rispetto della carta costituzionale, che come è noto è la più bella del mondo.
Se questa associazione che nasce sarà questo presidio di legalità e garantismo io ne sarò il primo tifoso e attivista e metterò le mie poche competenze a disposizione per tutte le battaglie che potranno combattersi, a partire da quella che riguarda gli uffici giudiziari di Taranto”.
Sono state infine ricordate le iniziative gia portate avanti dall’associazione come la raccolta firme per il testamento biologico per il quale ad esempio la Città di Taranto non si è ancora uniformata alla legge varata dalle Camere e non ha ancora deliberato il
regolamento per il deposito del biotestamento.
Per cui i tarantini che dovessero recarsi in Comune non possono ancora depositare gratuitamente il proprio testamento, mentre nella provincia è attivo a Martina Franca e Castellaneta grazie all’iniziativa di consiglieri comunali del PD.
Infine un invito a tutti i cittadini che dovessero condividere anche un solo tratto di strada ad iscriversi per arrivare al congresso fondativo di ottobre.
In questo momento storico governato a livello mondiale da sovranismo e populismo e in Italia da un governo securitario e giustizialista che confonde politiche liberticide con la pancia dell’elettorato, e che per inseguirla lascia presagire un pericoloso dietrofront sul tragitto illuminato delle garanzie e dei diritti, l’importanza di un presidio di lotta che non è alla ricerca di voti perchè come diceva Pannella “bisogna essere impopolari per non essere antipopolari”.
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