Non esiste alcun “piano B” sulla vicenda Ilva di Taranto! L’unico piano ricevibile è quello che prevede la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali diretti ed indiretti e l’avvio serio ed immediato delle bonifiche dell’impianto. Taranto non può subire ulteriori schiaffi!
Questo è in sintesi ciò che ho chiesto e affermato nella riunione del consiglio di fabbrica appena conclusosi al Comune di Taranto, convocato da tutte le sigle sindacali che rappresentano i lavoratori dell’Ilva. Ho garantito la vicinanza politica personale e del mio partito e ribadito che, proprio perchè la vicenda è nazionale, lo Stato non può decidere inequivocabilmente la vendita ad una multinazionale privata interessata unicamente alla produzione dell’acciaio, non occupandosi minimamente dei fattori occupazionali e ambientali. Quindi occorre prendere in considerazione la possibilità della statalizzazione della fabbrica: unica via per tenere insieme ambiente, salute e lavoro. Una richiesta ufficiale (questa della statalizzazione della fabbrica) avanzata dal sottoscritto con l’ordine del giorno presentato al Consiglio regionale monotematico sull’ilva, svoltosi il 9 gennaio 2018, bocciata dalla maggioranza di Michele Emiliano.
Ho stigmatizzato l’atteggiamento del presidente della Regione Puglia, grande assente alla riunione di oggi a Taranto, anzi responsabile di aver promosso un’altro incontro contemporaneo a Bari, in Regione. Ritengo che non è assolutamente ammissibile alcuna divisione su tale problematica che si trascina già da fin troppi mesi. Serve essere uniti e confrontarsi sul territorio con le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori che assieme ai cittadini “vivono l’Ilva”, perchè uniti si possono avanzare le migliori richieste per la salvaguardia occupazionale ed ambientale.
Mino Borraccino
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