Oggi 3 febbraio 2018 alle 18:00 in via Pasubio sarà inaugurato lo spazio sociale “Gagarin”. Promosso dai giovani attivisti del circolo “Peppino Impastato” di Rifondazione Comunista, Gagarin è un luogo per la socialità, la cultura, la politica.
“Ci siamo chiesti di cosa ci fosse bisogno in questo momento a Taranto. E la risposta che ci siamo dati, guardandoci intorno, è stata: di solidarietà”, dichiarano i promotori dell’iniziativa. “La nostra città vive più crisi contemporaneamente. Una crisi economica drammatica, che ha impoverito tante persone, ma anche una grave crisi sociale: la nostra è una comunità sempre più sfilacciata, in cui la gente è sempre più sola e chiusa in se stessa. Con questa operazione vogliamo provare a rispondere ad alcuni bisogni di ogni giorno. Nelle prossime settimane attiveremo una serie di servizi: un doposcuola popolare, lezioni di musica, uno sportello di consulenza legale e fiscale. Tante cose sono in cantiere e invitiamo chiunque abbia un’idea a contattarci per realizzarla insieme”.
“Il nostro spazio sarà a disposizione di tutto il mondo associativo di Taranto”, aggiungono gli attivisti. “Abbiamo una sala spaziosa per conferenze, dibattiti, incontri pubblici. In questo modo vogliamo dare un contributo alla crescita civile e culturale della nostra comunità”.
Gagarin ospiterà anche le attività dell’associazione di public history Fucina 900, che si prepara ad avviare una serie di incontri periodici sulla storia di Taranto e della provincia ionica.
All’inaugurazione parteciperanno due ospiti d’eccezione: il vignettista della Gazzetta del Mezzogiorno, Nico Pillinini, e la giornalista e scrittrice Francesca Fornario, autrice del romanzo “La banda nella culla” (Einaudi) e collaboratrice de “Il fatto quotidiano”.
“Perché Gagarin? Perché la nostra è una sfida spaziale!”, rispondono i giovani di Rifondazione. “E anche perché prima di Gagarin gli uomini avevano guardato il cielo, immaginandosi mondi fantastici; lui è stato il primo a guardare la terra. Oggi nella nostra città si fantastica molto, ma spesso ci si dimentica dei problemi concreti delle persone. E’ a questi che noi vogliamo guardare, provando a dare qualche risposta”
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