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Un importante evento pubblico a Manduria dal titolo “Shoah: drammatico epilogo di una lunga storia”.

Redazione by Redazione
31 Gennaio 2018
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Un importante evento pubblico a Manduria dal titolo “Shoah: drammatico epilogo di una lunga storia”.
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Giovedì 1 febbraio 2018 alle ore 17.00, presso la Sala Consiliare del Comune di Manduria (Ta), si celebra “Il Giorno della Memoria” con un importante evento pubblico dal titolo “Shoah: drammatico epilogo di una lunga storia”. Tra i relatori la dott.ssa Maria Pia Scaltrito, studiosa del mondo ebraico, e il Prof. Andrea Mariggiò, dottore di ricerca in Letteratura ebraica. Tra gli ospiti figurano il Prof. Guido Regina, presidente dell’Associazione Italia-Israele, sede di Bari, e Michelangelo Mazzotta, rappresentante legale del ‘Palazzo Taurino – Medieval Jewish Museum’ di Lecce. Modererà l’incontro la prof.ssa Giovanna Caforio, docente di storia e filosofia, coordinatore dell’Istituto Itard per la Puglia. Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa liberava il campo di sterminio di Auschwitz, sulla cui porta di ingresso campeggiava con spregevole cinismo la scritta Arbeit macht frei (“Il lavoro rende liberi”). Circa 7600 furono i sopravvissuti, i salvati. Terminava, così, il lungo inferno durato ben dodici anni dal 1933 al 1945 che aveva lasciato dietro di sé una drammatica scia di morte: 6 milioni di ebrei uccisi, corrispondente a due terzi dell’ebraismo europeo negli anni Trenta; più di 200.000 mila zingari, a cui si aggiungono i massacri nazisti di slavi, gli eccidi delle minoranze nazionali ad opera delle rispettive maggioranze; infine la soppressione di malati e di omosessuali, ritenuti socialmente scomodi e razzialmente devianti. Dalla sua istituzione nel 2000, con la legge 211, la Giornata della Memoria viene celebrata nelle città italiane, offrendo un momento di riflessione che ha il fine di ‘immunizzare’ la generazione presente e quelle future dal ripetersi di una simile tragedia, le cui implicazioni storico-culturali, hanno drammaticamente segnato la storia del Novecento. Così Liliana Segre, sopravvissuta ebrea, di recente nominata dal Presidente Mattarella senatrice a vita, parla della memoria come “prezioso vaccino contro l’indifferenza”, declinata in tutte le sue forme, culturali e relazionali. In forza di questo dovere civico, l’Associazione ‘Città Più…’ e l’Associazione ‘Popularia Onlus’ hanno voluto organizzare un momento di riflessione sul tema della Shoah, coinvolgendo più enti che a vario titolo operano nel campo dell’educazione, della formazione, della sensibilizzazione ai valori di cittadinanza attiva e di servizio alla comunità. Hanno così aderito all’organizzazione dell’evento: il Liceo ‘De Sanctis- Galilei’, il Liceo Artistico ‘Calò’, il Lions Club di Manduria, l’Associazione Italia-Israele ‘Alex Wiesel’ di Bari, il ‘Palazzo Taurino – Medieval Jewish Museum’, di Lecce. Il tema dell’incontro è “Shoah: drammatico epilogo di una lunga storia”. Una lunga storia, fatta di incontri, relazioni, opposizioni tra le comunità ebraiche e la popolazione italiana, per guardare al nostro contesto, che affonda le proprie radici in un passato lontano. In questa storia la Puglia ha un ruolo del tutto singolare, come precisa la dott.ssa Maria Pia Scaltrito, relatrice della serata: “Al di fuori di Roma, l’Ebraismo italiano ed europeo ha radici nell’Apulia, che comprendeva parte dell’attuale Basilicata, e nella Calabria, nome con cui al tempo veniva denominato il Salento. In nessuna regione italiana ed europea dal I secolo in avanti le comunità ebraiche hanno scritto pagine ininterrotte in lingua greca, latina, ebraica o volgare italiano.” La storia dell’ebraismo italiano, dunque, è straordinariamente longeva, segnata ora da luci, basti pensare alla messe di opere letterarie prodotte da scrittori ebrei nelle scuole rabbiniche presenti nelle città italiane e ai rapporti di scambio culturale con gli intellettuali italiani, e da ombre, le frequenti persecuzioni degli ebrei, finalizzate a razziare i loro patrimoni ma legittimate da presunte motivazioni religiose. La Shoah è dunque l’epilogo di questa storia di persecuzioni, la più eclatante, perché la più tragica, per il numero di vittime e per la sistematicità e freddezza organizzativa con cui si compì. Purtroppo, l’effetto finale fu quello di vedere scomparire dal territorio nazionale quella componente sociale che aveva fortemente contribuito alla storia politica, economica e culturale del nostro Paese. Per la sua drammaticità, la Shoah lascia a tutt’oggi interrogativi cogenti, a cui si può rispondere solo tenendo a mente la complessità dei dati storici e culturali che sottendono al tragico evento. A tal proposito, precisa il Prof. Andrea Mariggiò, secondo relatore della serata: “la letteratura della Shoah, scritta da tanti sopravvissuti e figli di sopravvissuti, aiuta a sondare e perlustrare angoli poco noti e più reconditi di quella tragica vicenda umana. Negli ebrei, miracolosamente scampati all’orrore nazifascista, si è levata, anche a distanza di anni da quell’evento, la necessità di raccontare e raccontarsi perché quella cultura del male, alla base della Shoah, non avesse a ripetersi per il futuro”.

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All’evento del 1 febbraio parteciperà anche la commissaria prefettizia, dott.ssa Francesca Adelaide Garufi, che aprirà la serata con i saluti istituzionali. La presenza tra gli ospiti del Prof. Guido Regina, presidente dell’Associazione Italia-Israele, sede di Bari, e quella di Michelangelo Mazzotta, rappresentante legale del ‘Palazzo Taurino – Medieval Jewish Museum’ di Lecce, risultano estremamente importanti per la città di Manduria. Infatti sia l’Associazione Italia-Israele sia il Museo Ebraico di Lecce, la cui direzione scientifica è affidata al prof. Fabrizio Lelli dell’Università del Salento, stanno lavorando ad un progetto che metta in rete tutti i centri ebraici della Puglia, valorizzandone la ricca storia, sia che si guardi all’interno della vita delle giudecche, sia ai loro rapporti con il resto della comunità non ebrea, esaltando le diverse specificità religiose, artistiche e culturali. Sarebbe, pertanto, auspicabile che Manduria, sede nel passato di una comunità ebraica, i cui segni più evidenti sono la presenza del Ghetto, con un edificio ritenuto dalla vulgata la sinagoga, fino alla testimonianza viva e commossa di Elisa Springer, sopravvissuta ebrea, riscopra parte della propria storia di concerto con una strategia culturale ampia e condivisa sul piano regionale e nazionale.

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