La Riduzione dei Rifiuti, secondo la normativa vigente, è l’azione prioritaria della Gestione dei Rifiuti stessi. Essa consiste nel ridurne la quantità ma anche la pericolosità.
Proprio per ridurre la pericolosità dei rifiuti, dal 1 gennaio 2018 sono stati banditi i sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri e sostituiti con buste biodegradabili a pagamento, in particolar modo nei supermercati. Un’azione questa che, al di là delle polemiche spesso fuori luogo di questi giorni, dovrebbe essere un ulteriore passo in avanti verso la riduzione di quei rifiuti altamente inquinanti.

A Taranto, però, si creerà una situazione paradossale dovuta all’assenza quasi totale di una raccolta differenziata della frazione organica (in cui dovranno essere conferiti questi shopper biodegradabili). Infatti, tranne i quartieri di San Vito, Lama e Talsano, la città di Taranto non prevede una raccolta della frazione organica e il suo conseguente avvio a recupero presso gli impianti di compostaggio.

Perciò, se prima i vecchi sacchetti potevano essere conferiti con la frazione della plastica, e di conseguenza avviati al riciclo, d’ora in poi i nuovi bio-shopper dovranno obbligatoriamente essere conferiti nella frazione indifferenziata e non più avviati a recupero.

La nostra Associazione auspica, quindi, anche per questo, che sia avviata quanto prima una raccolta della frazione organica in tutta la città, porta-a-porta ove possibile e di prossimità dove necessario. Una raccolta differenziata che sia efficiente, efficace ed economica, proprio come vuole la normativa in vigore.

Nel sapere che l’Amministrazione in carica ha intenzione di avviare diverse azioni volte ad aumentare le percentuali di Raccolta Differenziata a Taranto, la nostra Associazione si augura che una cura particolare sia riservata alla raccolta della frazione organica, così come prevede la normativa, visto che solo questa parte rappresenta circa 1/3 del peso totale dei rifiuti urbani prodotti.

Il Presidente

Aldo De Nicolò

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